Covid, la variante inglese in Italia: cos’è e cosa può accadere

È il 13esimo ceppo di Sars-Cov-2 nel nostro Paese, ma secondo gli esperti la trasmissione avviene il 70% più velocemente delle precedenti. Al momento non sembra resistente ai vaccini, ma i voli con Uk sono stati bloccati

Londra millenium bridge covid mascherina

Getty Images | Justin Setterfield

Non è la prima volta che il nostro Paese entra in contatto con una variante di Sars-Cov-2, quello che è arrivato in Italia dalla Gran Bretagna domenica, infatti, è il 13 esimo ceppo di Covid-19 in circolazione. Gli esperti comunque sono concordi nell’affermare che, nonostante la nuova variante inglese non sembri più resistente al vaccino delle precedenti, ci potrebbe essere bisogno di un nuovo irrigidimento delle misure di prevenzione.

La nuova variante inglese però ha dalla sua solo una maggiore trasmissibilità (che secondo gli esperti avverrebbe il 70% più velocemente), ma il grado di letalità resta simile. “Le mutazioni pur avendo inciso sul livello di contagiosità, non modificano la patogenicità del virus né quindi la sua capacità di farci ammalare e di uccidere”, ha infatti spiegato il responsabile dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Massimo Ciccozzi.

Il primo paziente italiano della variante inglese

Domenica il Ministero della Salute aveva dato notizia del primo caso rilevato della nuova variante inglese in Italia: «Il Dipartimento Scientifico del Policlinico Militare del Celio, che in questa emergenza sta collaborando con l’Istituto Superiore della Sanità, ha sequenziato il genoma del virus Sars-CoV-2 proveniente da un soggetto risultato positivo con la variante riscontrata nelle ultime settimane in Gran Bretagna», hanno spiegato dal Ministero. «Il paziente, e il suo convivente rientrato negli ultimi giorni dal Regno Unito con un volo atterrato presso l’aeroporto di Fiumicino, sono in isolamento e hanno seguito, insieme agli altri familiari e ai contatti stretti, tutte le procedure stabilite dal ministero della Salute».

I voli bloccati per Uk

I timori legati alla trasmissibilità aumentata e ad una possibile resistenza ai vaccini, della quale però attualmente non ci sono prove, hanno portato il ministro della Salute Roberto Speranza a firmare l’ordinanza che impone lo stop ai voli dalla Gran Bretagna fino al 6 gennaio. Anche in vista delle raccomandazioni proveniente dalla stessa Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) in accordo con le autorità britanniche avrebbe invitato gli Stati membri a «rafforzare le proprie procedure di controllo e prevenzione», per il rischio che la nuova variante inglese «incida sui metodi diagnostici».

E se in Italia ci stiamo preparando ad un Natale in zona rossa, oltremanica la situazione con Covid-19 sembra ogni giorno più preoccupante: domenica infatti Uk ha raggiunto un nuovo record di casi, quasi 36.000 in 24 ore.

Le rassicurazioni sulla validità dei vaccini

Nonostante la preoccupazione degli esperti, non sembrano esserci motivi di allarme: “È altamente improbabile che si perda l’efficacia del vaccino, vorrei rassicurare gli italiani dicendo che la risposta per uscire da questa situazione è il vaccino nel quale dobbiamo tutti porre massima fiducia“, ha affermato il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli.

Anche il direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti è concorde: “I vaccini già approvati o ancora in studio funzioneranno lo stesso in quanto i vaccini fanno produrre al nostro corpo anticorpi contro molte parti della proteina spike e la mutazione descritta riguarda solamente una piccola parte. Quindi no panic. Vigiliamo, studiamo e continuiamo con il piano vaccini”.

Parole di Elena Pavin

Mi chiamo Elena Pavin, classe 1994, ho conseguito il diploma artistico solo prima di scoprire di non voler fare l’architetto né la designer. Così ho cambiato radicalmente i miei piani: all’Università di Milano-Bicocca ho studiato giapponese e mi sono laureata in Comunicazione interculturale, ho terminato i miei studi diplomandomi alla Scuola di Giornalismo. Amante dell’arte, incuriosita dalle tendenze, fanatica dell’enogastronomia (tanto da decidere di diventare sommelier). Nel 2020 ho iniziato a collaborare con Alanews e Deva Connection

Da non perdere