Covid, da oggi via la mascherina all’aperto

Con l’uscita della Valle d’Aosta dalla zona gialla, l’Italia si tinge di bianco e si avvia verso un ritorno alla sospirata normalità. Da oggi non sarà più obbligatorio indossare la mascherina all’aria aperta, ma solo in determinate condizioni.

Via la mascherina all’aperto in zona bianca

A partire da lunedì 28 giugno decade l’obbligo di utilizzare la mascherina all’aperto, a patto che non ci si trovi in luoghi affollati e che si riesca a garantire l’opportuno distanziamento sociale. Il provvedimento è valido soltanto nelle zone bianche. Dunque, qualora una regione dovesse diventare gialla, torna l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto.

Rimane invece l’obbligo di indossare la mascherina all’interno di locali, negozi e centri commerciali. Per quanto riguarda bar e ristoranti, è possibile scoprire naso e bocca, soltanto quando ci si trova seduti al tavolo per consumare il pasto.

Rimane l’obbligo per musei, cinema o teatri

Mascherina obbligatoria per musei, cinema o teatri al chiuso, dove rimane l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione individuale, oltre al distanziamento sociale. L’obbligo di mascherina decade per gli spettacoli all’aperto, ma soltanto quando non c’è il rischio di creare assembramento. La mascherina rimane obbligatoria su tutti i mezzi di trasporto, compresi i viaggi treno e aereo.

Il Comitato Tecnico Scientifico raccomanda di portare sempre con sé una mascherina, da poter utilizzare all’occorrenza, o in caso di assembramento all’aperto. Ai soggetti considerati fragili o immunodepressi si consiglia di continuare a indossare il dispositivo di protezione in ogni occasione.

La variante Delta continua a diffondersi

Intanto la variante Delta continua a diffondersi in tutto il Paese. Da maggio a giugno, i casi sono quadruplicati e alcune città rischiano di tornare in zona rossa. A Norcia, ad esempio, il sindaco Nicola Alemanno ha firmato il provvedimento con cui si proroga l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. La misura è stata richiesta dal Commissario regionale Massimo D’Angelo, in quanto l’incidenza dei casi si attesa a 200 su 100.000 abitanti, anche se nessun contagio è legato alla variante.