Coronavirus, Salvini contro il coprifuoco: "Il virus non va a letto alle 21.30"

Tra le soluzioni avanzate per frenare l'impennata di contagi, compare anche l'idea di un possibile coprifuoco. Ma l'ipotesi non piace al leader della Lega

Matteo Salvini

Foto Getty Images | Pier Marco Tacca

Tra le soluzioni avanzate per frenare l’impennata di contagi da Covid-19 in Italia, che nelle ultime ore ha fatto registrare un altro record di nuovi positivi, compare anche l’idea di un possibile coprifuoco notturno. Strategia che altri Paesi, come la Francia, stanno già mettendo in atto nel tentativo di abbassare la curva dei contagi. Ma l’idea non piace a Matteo Salvini che, a margine della sua visita alla Fiera BiMu, il salone delle macchine utensili in corso a Rho, dichiara: “Il coprifuoco si fa in tempi di guerra, non penso che il virus vada a letto alle 21.30“.

“Il coprifuoco è un’idea strampalata”

Mi spieghino l’evidenza scientifica per cui posso girare per Milano fino alle 21 e poi devo andare a casa, mi sembrano cose strampalate e prive di senso“, continua Matteo Salvini. A preoccupare il leader della Lega sono le ripercussioni che questa decisione potrebbe avere sull’industria pesante e la manifattura. “Tutti a casa dopo le nove di sera significa ammazzare la seconda potenza industriale“, ribadisce Salvini, a margine della visita alla Fiera di Rho.

“Ci vuole chiarezza”

Gli italiani si aspettano chiarezza, certezze, non supposizioni, idee“, prosegue il leader della Lega, criticando il ventaglio di ipotesi che il governo sta valutando in questi giorni per frenare il contagio. “Chi dice ‘forse facciamo il Lockdown a Natale’ commette un crimine ai danni del popolo italiano”, dal momento che, asserisce Salvini, “in azienda non puoi dire ‘forse’“.

“No a un secondo lockdown”

A conclusione del suo breve intervento, Matteo Salvini chiede al Governo di prendersi la responsabilità delle sue scelte. “Cos’è stato fatto per prevenire la seconda ondata in queste mesi?“, chiede provocatoriamente il leader della Lega di fronte ai cronisti. “Non vorrei che qualcuno si fosse seduto, sperando che il buon Dio ce la mandasse buona. L’Italia – conclude il leader della Lega – non si può permettere un secondo lockdown generalizzato“.

Parole di Alanews

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