Coronavirus, 19mila dipendenti Amazon contagiati negli Stati Uniti

"Rappresentano un tasso d'infenzione più basso delle attese", assicurano dalla società di Jeff Bezos. I risultati sono stati diffusi da Cnbc per la prima, ma qualche dato manca

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19.816 contagiati dal coronavirus, accertati o presunti, su 1,3 milioni di dipendenti Amazon. I numeri dicono che il tasso d’infezione, se paragonato al dato generale della popolazione Usa, è decisamente più basso delle attese, “solo” il 42%. In percentuale al numero totale dei dipendenti nel mondo, il dato scende invece all’1,44%.

Finalmente sono arrivati i numeri

Le informazioni sono state pubblicate per la prima volta dalla Cnbc dopo mesi di richieste da parte di politici e rappresentati dei lavoratori, preoccupati che all’interno degli impianti le misure adottate non fossero sufficienti a contenere la diffusione del virus, soprattutto durante l’impennata di acquisti che ha costretto all’invio di articoli in tutto il mondo. La società di Jeff Bezos ha quindi assicurato che entro novembre, all’interno dei 650 impianti di stoccaggio dell’e-commerce sparsi nel mondo, saranno oltre 50.000 i test effettuati quotidianamente.

Amazon, un team anti coronavirus ad hoc

Bezos dall’inizio della pandemia avrebbe inoltre allestito un vero e proprio team di controllo per contrastare il virus: scienziati, medici, manager e specialisti, addetti alla supervisione delle misure di sicurezza e dei test. Anche i risultati dei tamponi stessi arrivano da due laboratori di proprietà della società con sede a Sunnyvale in California e Hebron in Kentucky.

Qualche dato però manca

Dal resoconto fornito dal colosso dell’e-comerce giovedì, però, sembra mancare un dato, quello sui decessi. Sarebbero almeno otto, infatti, i decessi a causa del Coronavirus confermati tra i dipendenti della società, ma nessun aggiornamento in merito è stato citato.

Non solo, i numeri pubblicati non terrebbero neanche conto dei dipendenti di società terze, come per esempio quelli che effettuano le consegne. Anche perché il numero di questi lavoratori aggiuntivi non è chiaro, ma potrebbe aggirarsi intorno alle 85mila unità tenendo conto dei soli Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Spagna e Germania.

Nessuna novità invece per l’Italia

Nel nostro Paese, il primo caso accertato di contagio da Coronavirus all’interno di un centro distribuzione di Amazon fu a maggio, presso lo stabilimento FCO1 di Passo Corese, in provincia di Rieti, dove operano circa 1500 persone.

Siamo vicini alla collega in quarantena a cui auguriamo una pronta guarigione“, aveva riferito Amazon Italia in una nota, specificando anche che però “il centro di Distribuzione di Passo Corese resterà operativo“.

Parole di Alanews

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