Caso Open Arms, nuova udienza per Matteo Salvini

Oggi, una nuova udienza sul caso Open Arms, a Palermo, nell’aula bunker dell’Ucciardone, che vede come indagato Matteo Salvini.

Migranti
Migranti in mare – Nanopress.it

Indetta una nuova udienza per il caso della nave Open Arms, che vede accusato Matteo Salivini per rifiuto di atto di ufficio e per sequestro di persona, per aver impedito lo sbarco di 164 migranti nell’agosto del 2019.

I migranti vennero soccorsi dall’ONG spagnola che li portò sulle coste siciliane dove gli venne impedito di sbarcare per sei giorni.

La deposizione di Alessandro Di Benedetto

Prima di quest’udienza è stata ascoltata anche la testimonianza dello psicologo di Emergency, Alessandro Di Benedetto che salì a bordo della nave il 13 agosto 2019, per una prima assistenza psicologica ai passeggeri.

Secondo l’uomo sulla nave Open Arms la situazione era assolutamente fuori controllo.

Quattro giorni dopo lo psicologo firmò il rapporto sullo stato psicofisico dei passeggeri minorenni che determinò lo sbarco.

La maggior parte dei 164 migranti a bordo presentavano disturbi post traumatici da stress, che si trasformavano in dolori fisici, atteggiamenti catatonici, indebolimenti emotivi ed eccessi di rabbia.

Molte donne presenti erano state abusate ed alcune erano addirittura incinte, tutte gravidanze nate da violenze sessuali.

La situazione psicologica delle persone era a limite, da un lato le storie personali per cui si erano ritrovati in quella situazione, dall’altro l’ambiente in cui si trovavano in quel momento.

Inoltre all’interno dell’imbarcazione non era presente nessun tipo di “separazione” tra donne e uomini, gli ambienti angusti e limitati; i migranti poi erano tutti di nazionalità diverse e per via dei traumi, della stanchezza, della situazione di stallo in cui si trovavano c’era il grosso rischio che potesse succedere una vera tragedia.

Salvini
Matteo Salvini – Nanopress.it

Alcune persone hanno addirittura tentanto il suicidio, senza più nessuna speranza nel futuro, dicendo chiaramente

“meglio morire che tornare in Libia”.

Tra i profughi presenti sulla nave in molti, tra chi aveva subito torture e chi era stato perseguitato, avevano motivi per potere chiedere asilo politico e assistenza umanitaria.

I problemi psicologici riscontrati

Alcuni migranti sono finiti in stati catatonici, altri in stati di dissociazione e mutismo ed alcuni a fronte di forti e continui traumi subiti hanno iniziato a soffrire di amnesia, soprattutto le donne vittime di violenze.

In molti si sentivano in colpa e provavano vergogna per le torture e gli abusi subiti, erano convinti che quello che gli era accaduto era colpa loro e non degli aguzzini.

Sulla nave si respirava un’aria di malcontento generale e un sentimento di forte rabbia, Le persone non capivano per quale motivo non potessero scendere dalla nave e stavano iniziando a prendersela con l’equipaggio a bordo, urlando e rifiutandosi di mangiare.

Quando qualche giorno dopo seppero che in Spagna sarebbero potuti sbarcare era ormai troppo tardi, altri tre giorni sopra a quella nave e probabilmente si sarebbe arrivati al punto di non ritorno e sarebbe stato troppo tardi per poter salvare tutti.

Le parole di Matteo Salvini

Prima di entrare in aula il segretario della Lega ha espresso il suo punto di vista sulla faccenda in diretta telefonica sul canale Telelombardia.

Il leghista conta di dimostrare la sua innocenza, spiegando che le scelte fatte quel giorno sono state compiute per evitare di mettere a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini italiani; si chiede per quale motivo una nave spagnola si sia dovuta imputare tanto per arrivare in Italia di tanti Paesi europei.

La città di Lampedusa ha un limite massimo per l’accoglienza dei migranti di 300 persone, che però ha superato di cinque volte arrivando a 1500.