Bonus consumi: come funzionano gli sconti per scarpe e vestiti

Lo scopo è dare una spinta ai consumi attraverso un bonus sugli acquisti per favorire i settori più colpiti dal lockdown e che faticano a ripartire

Bonus shopping

Foto Shutterstock | Naluenart Pimu

Per risollevare le sorti di interi settori messi in ginocchio dal lockdown dovuto al coronavirus il governo ha lanciato una pioggia di Bonus Consumi, per aiutare gli italiani a spendere e incentivare i consumi. Gli sconti e gli incentivi sono destinati a chi fa acquisti nel settore della ristorazione – bar e ristoranti – ma anche dell’arredo, dell’abbigliamento e calzature. Una novità che sicuramente piacerà a moltissimi italiani che negli ultimi mesi hanno dovuto fare i conti con stipendi dimezzati o addirittura azzerati. Vediamo come funzionano i bonus e come fare per ottenerli.

Bonus consumi da usare fino a dicembre

Sono circa due i miliardi (su un totale di venticinque) ricavati dal governo con l’ultimo scostamento di bilancio per il decreto Agosto stanziati a copertura di un meccanismo di cashback per chi, fino a dicembre 2020, acquisterà negli esercizi commerciali delle categorie individuate pagando con moneta elettronica.

“Da oltre un mese con il mio staff al Ministero dello Sviluppo Economico stiamo lavorando ad un progetto per il rilancio del commercio e delle filiere produttive più in crisi attraverso un sistema di incentivi al consumo”, spiega il viceministro Alessia Morani, “siamo partiti dal ragionamento sui settori che hanno ricevuto una spinta dallo Stato attraverso importanti misure (edilizia con sisma Bonus ed ecobonus, mobilità con incentivi per automobili, cicli, motocicli e monopattini, settore turismo con Bonus vacanze) ed abbiamo individuato i settori più in sofferenza come arredo, abbigliamento e calzature, ristorazione, solo per fare alcuni esempi”.

Il governo sta lavorando a perfezionare le misure specifiche che dovrebbero arrivare nel decreto agosto, atteso giovedì. Si studia il funzionamento concreto del Bonus. Si pensa a uno sconto diretto ai consumatori che spendono utilizzando la moneta elettronica. Questo significa che non c’è bisogno di passare per crediti di imposta e sgravi fiscali da inserire nella dichiarazione dei redditi.

Le reazioni

Fipe accoglie con soddisfazione “segnali di maggiore attenzione da parte delle Istituzioni al mondo dei pubblici esercizi e della ristorazione, Confesercenti è più critica: “Tutto ciò che stimola la spesa delle famiglie è favorevole, ma discriminare l’utilizzo del pagamento in contanti forse non è la scelta migliore, soprattutto in un momento di incertezza come questo”.

Parole di Kati Irrente

Giornalista per vocazione, scrivo per il web dal 2008. Mi occupo di cronaca italiana ed estera, politica e costume. Naturopata appassionata del vivere green e della buona cucina, divido il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d'autore.

Da non perdere