Covid, allarme Bankitalia sulle famiglie: il reddito affonda

Sempre più famiglie sperimentano difficoltà economiche e un sensibile calo del reddito: è l'impatto del lockdown per il Coronavirus secondo l'indagine della Banca d'Italia

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Reddito famiglie post Covid

Foto Shutterstock | Andrey_Popov

Allarma la fotografia di Bankitalia sulle condizioni del reddito delle famiglie italiane dopo il lockdown per il Coronavirus: un terzo avrebbe riserve disponibili soltanto per 3 mesi, il 40% del totale sarebbe in serie difficoltà con il mutuo. E lo strascico di effetti collaterali della crisi è appena all’inizio, con danni prepotenti soprattutto per gli autonomi.

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Reddito delle famiglie italiane a picco

Il reddito delle famiglie italiane affonda, sotto i colpi del lockdown che ha costretto migliaia di attività a chiudere battenti durante (e anche dopo) la fase più acuta dell’emergenza Covid.

I risparmi sono al contagocce e, secondo un’indagine straordinaria (Isf) della Banca d’Italia, sarebbero almeno un terzo i nuclei familiari le cui riserve avrebbero vita massima di 3 mesi. Significa che fanno i conti con un futuro sempre più incerto e sempre più sinistro, proprio nel loro orizzonte più prossimo.

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Oltre la metà della popolazione dichiara di aver subito una contrazione nel reddito familiare, in seguito alle misure adottate per il contenimento dell’epidemia“, riporta l’analisi condotta sulle famiglie italiane.

Il maggiore impatto negativo sarebbe a carico dei lavoratori autonomi, quelli che, per intenderci, durante e dopo la serrata non hanno sperimentato un sostegno utile a tornare sulle scene economiche con una capacità equivalente (o almeno vicina) alla soglia pre-crisi (condizione già difficile senza Covid-19). Circa l’80% degli indipendenti avrebbe subito un calo nel reddito, per il 36% la riduzione avrebbe addirittura superato la metà del reddito familiare.

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Lo studio di Bankitalia si concentra sul periodo compreso tra aprile e maggio (che riguarda la chiusura per l’emergenza), e rileva che più di un terzo dei soggetti intervistati avrebbe dichiarato di disporre di liquidi per tirare avanti – nella migliore delle ipotesi – per soli 3 mesi. Disponibilità economica che sarebbe utile a coprire solamente le spese essenziali in assenza di altri introiti.

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Difficoltà crescenti con il mutuo

Le aspettative non sono certo rosee e poco si discostano dal quadro a tinte fosche che emerge dall’indagine Isf: circa il 50% della popolazione si aspetterebbe un ulteriore calo del reddito familiare nell’arco dei prossimi 12 mesi.

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Sulla base dei dati diffusi dalla Banca d’Italia, quasi il 40% delle persone indebitate avrebbe dichiarato di avere difficoltà nel sostenere le rate del mutuo, con un incremento delle criticità nelle aree del Centro e nel Mezzogiorno. “Solo un terzo di chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo ha fatto ricorso o intende far ricorso alla moratoria mutui“. E di quanti hanno un finanziamento per credito al consumo, il 34% navigherebbe in acque difficili per restare al passo con i pagamenti.

Vacanze: il 30% degli italiani non può permettersele

Anche sul fronte vacanze, secondo l’indagine di Bankitalia, ci sarebbe poco spazio per una distensione: addio alle ferie fuori casa per quasi un terzo della famiglie.

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Circa il 30% della popolazione, infatti, avrebbe ammesso di non potersi permettere una vacanza la prossima estate, e quasi il 60% avrebbe dichiarato di aspettarsi una contrazione delle proprie spese per viaggi, ristoranti, cinema e teatri quando l’epidemia sarà terminata. Spese che, nella prospettiva emergente dall’analisi Isf, resterebbero ancorate a valori inferiori all’era pre-Covid. Nemmeno il bonus vacanze, in questo caso, è visto come strumento utile a risollevare le sorti del quadro in questione.

Le principali evidenze emerse dall’Isf

Quali sono le evidenze chiave dell’indagine straordinaria sulle famiglie 2020? Il documento di Bankitalia le sintetizza così:

• Meno del 50% del campione dichiara che prima dell’emergenza sanitaria arrivava alla fine del mese con difficoltà.
• Nei due mesi corrispondenti alla fase più rigida delle misure di contenimento dell’epidemia (aprile e maggio scorsi), oltre il 50% dichiara di aver subito una riduzione nel reddito familiare, anche tenendo conto degli eventuali strumenti di sostegno goduti.
• Le aspettative del 50% circa della popolazione convergono su un orizzonte di riduzione del reddito familiare anche nell’arco dei prossimi 12 mesi.
• La quota di popolazione che non ha sufficienti liquidi per poter restare alla soglia di povertà per 3 mesi in assenza di altre entrate raggiunge il 55%.
• Quasi il 40% degli individui con debiti dichiara di avere difficoltà nel sostenere le rate del mutuo a causa della crisi. Solo un terzo di chi è in difficoltà con le scadenze del mutuo ha fatto ricorso o intende fare ricorso alla moratoria mutui.

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Parole di Giovanna Tedde

Giornalista pubblicista, mi occupo da anni di contenuti web in salsa multicolor: dalla cronaca nera a quella rosa, passando per approfondimenti sull'attualità e una sana dose di buona cucina…

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