L'Alto Adige fa marcia indietro e si adegua al Dpcm

Dopo l'iniziale decisione di non adeguarsi in toto al Dpcm, la Regione a statuto speciale si allineerà col resto d'Italia

Una delle piazze della città di Bolzano (Alto Adige) durante il lockdown dove tutti indossano la mascherina

Fotto Getty Images | Alessio Coser

Con l’entrata in vigore del Dpcm, il governatore del Trentino-Alto Adige Arno Kompatscher aveva prontamente dichiarato che non si sarebbe adeguato a tutte le norme del decreto, invocando lo statuto speciale della Regione. Quindi via libera a chiusura di bar e ristoranti alle 22 e non alle 18, e cinema e teatri aperti senza restrizioni.

Comportandoci in maniera responsabile possiamo tenere la situazione sotto controllo dal punto di vista sanitario ed evitare misure ancora più drastiche” diceva il governatore lunedì. Oggi invece arriva il dietrofront: nella provincia autonoma di Bolzano, dal 31 ottobre al 24 novembre bar e pasticcerie dovranno essere chiusi, mentre tutte le altre attività commerciali, compresi i ristoranti, dovranno chiudere alle 18. Cinema e teatri saranno sospesi come eventi e feste, e l’attività sportiva sarà concessa solo individualmente. La didattica sarà prevista a distanza solo per le scuole superiori e dovrà essere applicata per almeno il 50% delle lezioni. Il coprifuoco sarà dalle 22 alle 5 del mattino, più duro di quello applicato in Lombardia.

Il presidente altoatesino più che seguire l’Italia, ha spiegato di voler seguire l’Austria e la Germania: in quest’ultima entrerà in vigore il prossimo 2 novembre un lockdown soft di un mese.

Salgono i contagi in Alto Adige

L’aumento dei contagi ha fatto tornare sui suoi passi l’Alto Adige, anche in vista della settimana di ferie scolastiche che ci sarà dal 2 novembre, che a detta di Kompatscher “va sfruttata per salvaguardare lavoro e attività economiche principali“.

La provincia autonoma di Bolzano ha registrato 298 nuovi casi positivi nelle ultime ventiquattr’ore e conta a oggi 7313 in isolamento domiciliare. Numeri che superano le stime iniziali e che hanno portato a decidere di rendere più dure le norme anti-Covid.

Se la situazione non dovesse migliorare, è già stato annunciato che verranno applicate nelle zone critiche misure ancora più strette: probabilmente, un lockdown di due settimane.

Parole di Alanews

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