Allenamenti dal 18 confermati ma al primo positivo si riferma il calcio

Tra le modifiche del CTS al protocollo di ripresa degli allenamenti il 18, la necessità di rifermare tutto al primo positivo acclarato, che sia giocatore, dirigente, portantino.

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Foto Getty Images | Alessandro Sabattini

Arrivano le prime delucidazioni sulle indicazioni vincolanti che il CTS ha inserito nel protocollo di sicurezza che è il documento su cui si basa in modo vincolante la ripresa degli allenamenti per gli atleti degli sport di squadra, quindi, evidentemente, per i club di serie A che si accingono a riprendere allenamenti e, sperabilmente, a concludere il campionato di calcio, sospeso ormai da oltre due mesi.

La modifica più importante al documento originario, presentato dalla FIGC al governo, è la questione relativa a un ipotetico caso accertato di positività al Covid-19: qualora venisse acclarato un caso di positività al Coronavirus all’interno della squadra, intendendo per squadra tutti i componenti, giocatori, addetti ai lavori, maestranze, si dovrà provvedere all’immediato isolamento del soggetto positivo; anche gli altri “componenti del GRUPPO” (è scritto così, maiuscole comprese) dovranno chiudersi in isolamento per 14 giorni. Significa, evidentemente, che gli allenamenti verrebbero sospesi, e naturalmente sarà impossibile disputare le partite in quei 14 giorni. Di fatto, si ribloccherebbe tutto. Di nuovo.

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Parole di Redazione

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