Alexei Navalny: "C'è Putin dietro il mio avvelenamento"

L'oppositore russo ha rilasciato le sue prime dichiarazioni dopo la dimissione dall'ospedale: "Il mio compito ora è di restare in Russia senza paura"

Aleksei Navalny

Foto Getty Images | Oleg Nikishin

L’oppositore politico russo, Alexei Navalny, torna a parlare – per la prima volta dopo l’uscita dall’ospedale di Berlino, nel quale è stato ricoverato a seguito di un avvelenamento – alla rivista settimanale tedesca Der Spiegel.

Le accuse rilasciate dal dissidente sono molto precise: “Dichiaro che Putin è dietro il crimine e non ho altre versioni di quello che è successo“, è quanto sostenuto da Alexei Navalny al giornale tedesco.

Non senti alcun dolore ma sai che stai morendo. Il mio compito ora è di tornare in Russia e di restarci senza paura. Ed io non ho paura“, ha aggiunto Navalny, confermando l’intenzione di voler rientrare in Russia.

Leonid Volkov, braccio destro di Navalny, ho invece fatto il punto sulle condizioni di salute dell’oppositore russo: “La guarigione è davvero più veloce delle attese e questa è chiaramente una buona notizia: i medici sono molto soddisfatti“.

Alexei Navalny: l’avvelenamento e le accuse del Cremlino

Alexei Navalny si è sentito male il 20 agosto scorso, durante il volo di ritorno verso Mosca da Tomsk, nella parte sud occidentale della Siberia. Fin dall’inizio le sue condizioni erano apparse gravi, tanto che il suo staff aveva subito sospettato un avvelenamento: i medici russi si erano detti contrari al suo trasferimento in Germania ma dopo 24 ore l’oppositore era stato trasportato a Berlino

I primi esami hanno rilevato nell’organismo di Navalny tracce di Novichok, a causa del quale ha trascorso 24 giorni ricoverato in terapia intensiva, in coma farmacologico e in condizioni gravi, con l’iniziale ipotesi di danni permanenti al sistema nervoso.

A seguito delle dimissioni del dissidente, dopo 32 giorni di ricovero, è arrivata la notizia di una presunta telefonata, tra Vladimir Putin e il Premier francese Emmanuel Macron, durante la quale il Presidente russo avrebbe sollevato l’ipotesi che Navalny possa aver ingerito il veleno da solo” e che il Novitchock sia una “sostanza meno complessa di quanto si creda“.

Immediata la risposta dell’oppositore politico: “Preparare in cucina il Novichok, berne un sorso in aereo, cadere in coma, finire all’obitorio di Tomsk, dove la causa della morte sarebbe stata ‘ha vissuto abbastanza‘. Questo era il mio furbissimo piano“, aveva scritto su Instagram.

Alexei Navalny: le tensioni internazionali

Sul caso di Alexei Navalny è tornato a parlare anche il Segretario di Stato Americano, Mike Pompeo, chiedendo un chiarimento alla Russia per il suo comportamento definito “aggressivo e destabilizzante nel mondo“.

Il Governo russo, nonostante le richieste avanzate della comunità internazionale, ha tenuto a precisare che su quanto accaduto a Navalny non sarà avviata alcuna indagine indipendente e, ha spiegato che “non è stata rilevata alcuna traccia di veleno”.

Un quadro, a livello internazionale, caratterizzato da tensioni sempre più forti, soprattutto tra la Russia, gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Una situazione, insomma, che aumenta l’inasprimento tra Mosca e il mondo Occidentale, soprattutto in vista di un probabile incontro con i partner europei. Saranno valutate anche alcune sanzioni sul comportamento del Cremlino e una possibile sospensione del progetto Nord Stream 2 – un gasdotto che, attraverso il Mar Baltico, trasporta il gas proveniente dalla Russia in Europa.

Parole di Alanews

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