Via agli allenamenti anche in Italia, dopo Spagna e Inghilterra

L'Italia si allinea alle decisioni di altri paesi europei e avvia gli allenamenti anche per gli atleti degli sport a squadra. Sassuolo, Bologna, Parma, Cagliari e Lazio le prime squadre che dal 4 maggio riprenderanno a lavorare. Poi le altre. Uniche ancora bloccate le due torinesi.

allenamenti atleti squadra

Foto Getty Images | Marco Rosi

La Spagna per prima si prepara a riprendere gli allenamenti di calcio; se l’evoluzione della pandemia lo consentirà, sarà uno dei primi paesi a riaprire le competizioni professionali.

Il Ministero della Salute spagnolo, di concerto con tutte le parti in causa, compresi i giocatori, ha presentato il protocollo che regola i comportamenti da tenere in campo e fuori per garantire un ritorno sicuro all’attività agonistica e preservare la sicurezza di tutti, nei termini di gradualità, responsabilità e prudenza, demandati anche ai singoli atleti: partendo dal presupposto che il rischio 0 non possa sussistere, si afferma chiaramente che il comportamento individuale risulterà decisivo per la buona riuscita del progetto.

Sono in questo senso previsti test e tamponi per tutti prima del ritorno sui campi di allenamento, distanziamento iniziale prima di allenamenti collettivi, docce a casa.

La ripartenza della Liga è prevista tra il 15 e 25 giugno.
Intanto in Inghilterra si pensa ad allenamenti con mascherina e anche la Germania pare sulla via della ripresa.

La situazione in Italia l’abbiamo descritta qui. C’è da dire che i club stanno fortemente spingendo verso la ripresa, addirittura il Sassuolo il 4 maggio apre a sessioni di allenamento individuali facoltative, senza però consentire l’accesso a locali chiusi come uffici, spogliatoi, palestre. Le regioni italiane, a loro volta, stanno autorizzando la ripresa degli allenamenti individuali nei centri sportivi a porte chiuse. In dirittura d’arrivo anche la normativa della Regione Lombardia che permetterà anche ai giocatori di Inter e Milan di rimettersi al lavoro. A questo punto, manca solo un atto di coraggio da parte del governo italiano e del ministro Spadafora.

2 maggio 2020, ore 21,20: E l’atto di coraggio di Vincenzo Spadafora alla fine è arrivato. Il ministro ha scritto al comitato tecnico scientifico della Protezione Civile, chiedendo di valutare la possibilità di aprire agli allenamenti non solo degli atleti dediti a sport individuali, ma anche a quelli degli sport di squadra. La risposta affermativa è arrivata in serata, e così, oltre al Sassuolo, di cui si è detto sopra qualche ora fa, anche Bologna, Cagliari, Parma, Lazio e via via tutte le altre squadre torneranno ad allenarsi, in base alle ordinanze della Regione di appartenenza. Proprio riguardo a questo, si rende noto che la Regione Piemonte non ha ancora accennato ad alcuna ripresa degli allenamenti, dunque Juventus e Torino ad oggi risultano ancora bloccate.

4 maggio, verso sera: Nuova battuta d’arresto, questa volta decisamente inaspettata, arriva dal profilo Facebook del vulcanico Ministro per le Politiche Giovanili e per lo Sport, sempre lui, Vincenzo Spadafora. Sul suo account social infatti, il Ministro avrebbe scritto che “nulla è cambiato rispetto a quanto ho sempre detto sul calcio: gli allenamenti delle squadre non riprenderanno prima del 18 maggio e della ripresa del campionato per ora non se ne parla proprio”. Ha poi aggiunto: “Ora scusate ma torno ad occuparmi di tutti gli altri sport e dei centri sportivi (palestre, centri di danza e piscine) che devono riaprire al più presto”. Si tratterebbe dunque di una vera e propria smentita, arrivata in una giornata in cui il mondo della politica non aveva fatto altro che rilasciare delle piccole certezze allo sport, in particolare alla Lega di Serie A.

La situazione si fa ora sempre più instabile, mentre nelle prossime ore potrebbe arrivare una conferma definitiva da parte del Governo, che avrà l’ultima parola sul destino del calcio italiano. Secondo alcune indiscrezioni infatti, proprio lo stesso Spadafora avrebbe fatto richiesta al Premier Conte per ufficializzare lo stop del campionato. Al contrario di quello che in molti si sarebbero aspettati, le parti non riescono a collaborare, e il mondo del calcio è letteralmente appeso a un filo.

Parole di Redazione

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