Situazione Covid in Italia: Rt sotto la soglia epidemica

La situazione Covid in Italia continua a migliorare . Dai dati resi pubblici dal Ministero della Salute e dall’Istituto superiore della sanità, l’indice Rt è sotto la soglia epidemica. Scendono anche ricoveri e ricorsi e terapie intensive.

Reparto terapia semi intensiva
Inaugurazione Terapia Semi Intensiva e Medicina d’Urgenza Ospedale Martini. Torino-Nanopress.it

Un quadro molto meno drammatico, che fa ben sperare, per quanto riguarda la situazione Covid-19 è quello emerso dal consueto monitoraggio settimanale.

I dati resi pubblici consegnano un quadro generale meno allarmante. Sono in calo le terapie intensive negli ospedali oggi intorno al 3,5%. In calo anche i ricoveri ordinari mentre per i nuovi casi di corona virus si passa dai circa 800 ogni 100 mila abitanti ad i 533 degli ultimi giorni.

Anche l’indice Rt è in calo ed addirittura scende sotto la soglia epidemica. Questo indice, è giusto ricordare, riguarda la capacità media di un solo individuo di infettarne di nuovi in un determinato lasso di tempo. Oggi è sceso sotto l’uno per la precisione a 0,90.

Nessuna Regione a rischio

Al momento in Italia c’è una sola Regione considerata a rischio alto, due Regione manifestano un rischio moderato, mentre per tutte le altre Regioni italiane il rischio è basso.

Per la Regione considerata a rischio alto tale classificazione, deriverebbe dal fatto che non ha raggiunto la soglia minima di qualità rispetto ai dati trasmessi all’Istituto della sanità.

Continua, quindi, la frenata dell’epidemia i dati sono davvero confortanti. In calo anche i casi che, attraverso l’attività di tracciamento, vengono portati alla luce. Più o meno stabili, invece, i casi riscontrati mediante la comparsa di sintomi.

Roberto Speranza Ministro della Salute
Ministro della Salute, Roberto Speranza-Nanopress.it

Del resto gli esperti proprio nei giorni scorsi, nonostante la comparsa in Italia della variante Centaurus, chiedevano di evitare allarmismi. Questa variante, infatti, comparsa in India sembrava avere tutte le potenzialità per scalzare le altre.

Stando, poi, alle sue caratteristiche che, sembravano, renderla invisibile ai vaccini faceva temere un alto e rapido tasso di contagiosità.

I virologi, quasi tutti, levatisi in un coro unanime, però, chiedevano di non allarmarsi finché non si sarebbero avuto dati alla mano che, dalla previsione, avrebbero fatto passare alla realtà.

Omicron 5 la variante ancora predominante

Fortunatamente, come prospettato dagli esperti italiani, questo non si è verificato e la variante Omicron 5 continua ad essere predominante in Italia. Questo rende abbastanza rosea la situazione Covid in Italia.

Questa variante è, infatti, quella che ha “depotenziato” il virus iniziale concedendo un minimo di tregua e di respiro. I suoi sintomi ed anche le sue conseguenze sono quasi assimilabili ad una infiammazione delle vie respiratorie superiori.

Mal di testa naso che cola qualche decimo di febbre. Mentre nei casi più gravi assimilabile ad una polmonite. Nulla rispetto alla violenza che ci ha mostrato il virus alla sua comparsa.

Nonostante i dati non allarmanti e l’allentamento delle misure restrittive è ovvio che restano tutte le raccomandazioni del caso compreso l’uso di mascherina in presenza di casi eccezionali o in ambienti particolarmente a rischio.