Si va verso una rateizzazione a 120 rate delle cartelle esattoriali

Durante il Consiglio dei ministri della prossima settimana si potrebbe discutere anche di una riforma fiscale in cui non mancheranno delle nuove regole inerenti ai debiti.

Ipotesi di rateizzazioni in 120 rate
Ipotesi di rateizzazioni in 120 rate- Nanopress.it

Per cercare di abbattere i 1.153 miliardi di euro che l’Agenzia delle Entrate non riesce a riscuotere a causa di cartelle inesigibili, si potrebbe andare verso un’estensione della suddivisione arrivando addirittura fino a 10 anni.

L’ipotesi di una rateizzazione fino a 120 rate

Per cercare di eliminare la giacenza attuale di 1.153 miliardi di euro rimasti fermi nell’agenzia delle Entrate, si potrebbe modificare la riscossione. Questo è un argomento di cui si parlerà all’interno della nuova riforma fiscale.

Tra i vari propositi non manca il superamento del ruolo insieme alla possibilità di accedere ad una rateizzazione di 120 rate nonché all’estensione di quelli che sono i termini di efficacia degli atti di riscossione. Di fronte a Giancarlo Giorgetti, il Ministro dell’Economia e Maurizio Leo, il viceministro, Ernesto Maria Ruffini ha presentato tutti i dati dell’Agenzia delle entrate.

In base a ciò che ricorda il direttore dell’ente sembra che solo nel 2022 c’è stata la somma più alta di evasione fiscale. Inoltre Ruffini ha evidenziato che la maggior parte dell’importo proviene “dall’ordinaria attività di controllo“. Inoltre, sempre in base a ciò che sottolinea Ruffini, 3,2 miliardi provengono da attività di “promozione della compliance, ossia da quelle comunicazioni che il fisco inoltra a tutti i contribuenti prima di procedere all’accertamento.

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini- Nanopress.it

Da parte delle misure straordinarie, tra cui anche la rottamazione delle cartelle giunge circa un miliardo. Inoltre, attraverso la nuova fase di rottamazione, si è già stato in grado di raccogliere 600.000 adesioni. In poche parole, nel 2022 l’attività di riscossione è stata in grado di raccogliere 10,83 miliardi di euro.

All’interno della sua relazione Ruffini sottolinea anche quando sia importante aumentare il personale all’interno dell’amministrazione finanziaria. Infatti, a seguito di un enorme calo che sia registrato negli ultimi anni, entro il 2024 è prevista l’assunzione di 11.000 nuovi funzionari. Situazione diverse è quella che invece interessa l’attività della riscossione la quale dovrebbe essere integrata con l’Agenzia delle Entrate.

Cosa comprenderà la nuova riforma

All’interno della nuova riforma si parlerà anche della modifica del sistema delle detrazioni, ossia degli sconti fiscali del 19% a partire dalle spese scolastiche fino a quelle sanitarie. Il taglio in questione si tradurrà in un forfait in base al reddito. Si terrà conto anche delle rendite finanziarie e degli affitti e si applicherà una percentuale al reddito complessivo. In questo modo si andrà ad ottenere un budget che il contribuente potrà utilizzare per gli sconti fiscali.

Per le aziende è in arrivo una doppia aliquota. Infatti, accanto a quella del 24% ne verrà utilizzata un’altra più bassa da applicare per due anni consecutivi. Ma in che modo le aziende potranno passare da un’aliquota all’altra? Attraverso questo sistema il governo ha scelto di premiare coloro che scelgono di ampliare il personale oppure di investire in prodotti innovativi. Così facendo il sistema italiano riuscirà ad uniformarsi al Global minimum Tax del 15% che arriverà a gennaio del 2024.

All’interno del progetto di riforma fiscale non mancheranno anche degli interventi sui redditi come la probabile estensione della cedolare secca per gli immobili non abitativi. Sarà rappresentata anche una proposta in cui si andrà a potenziare lo statuto dei diritti dei contribuenti, una misura che è attesa fortemente.

Il viceministro Leo ha avanzato un’idea che prende il nome di concordato preventivo biennale. Attraverso questa proposta, i soggetti economici non molto grande otterranno una proposta dal fisco che, facendo riferimento alle informazioni a cui possono accedere, andranno ad ipotizzare un determinato reddito. Nel momento in cui il contribuente accetterà, per la durata di 2 anni non sarà costretto a nessun adempimento né tantomeno sarà soggetto ad accertamenti sulle imposte dirette. Nel momento in cui il guadagno effettivo sarà più alto del previsto, un vantaggio per l’azienda sarà quello di non essere costretto a pagare nulla di più.

Contribuente che calcola tasse (1)
Contribuente che calcola tasse- Nanopress.it

All’interno della riforma fiscale non mancano altre novità inerenti ai redditi finanziari, sia quelli capitali che i redditi di diversa natura finanziaria il quale verranno indirizzati in una sola categoria soggetta a tassazione. Sarà poi applicata un’imposta sostitutiva su quello che è il risultato totale dei redditi finanziari che si è stati in grado di racimolare nel corso dell’anno. Verrà quindi cancellata la tassazione sul reddito naturale anche se continuerà ad esistere la tassazione sul realizzato.

Un obiettivo che non si è riuscito a raggiungere durante la riforma della scorsa legislatura è quella riguarda il superamento dell’Irap. L’esecutivo attuale ha intenzione di andare avanti eliminando l’imposta, partendo dalle realtà più piccole.

Nella riforma in questione si ha intenzione anche di mettere le mani sui tributi locali e regionali e su quelle che appartengono alla categoria di imposte minori. L’obiettivo principale è sempre quello di rendere il tutto quanto più semplice possibile. Un esempio è dato dall’imposta di bollo. Su questo argomento il governo ha intenzione di andare avanti verso una dematerializzazione dei documenti degli atti. In questa ipotesi fa parte anche la sostituzione dell’imposta di bollo dei tributi speciali catastali, delle imposte ipotecarie e catastale insieme a quelli delle tasse ipotecarie le quali avranno un tributo unico.

Infine il governo cerca ancora di intervenire sul tema dei giochi pubblici. Per cercare di trovare una soluzione sembra che l’intenzione di un esecutivo sia quello di utilizzare una “concentrazione” insieme a regioni e comuni al fine di localizzare le sale. Verrà messa  in atto anche una razionalizzazione dei punti vendita presenti sull’intero territorio, mentre non mancheranno delle norme il cui scopo è quello di andare a proteggere i soggetti più fragili

Impostazioni privacy