Rufus Stunt Bum, da barbone alcolizzato a difensore dei senzatetto

Hannah è sobrio dal 2003. Spera un giorno di poter rimuovere il tatuaggio Bum Fights che ha sue nocche.

Rufus Stunt Bum, da barbone alcolizzato a difensore dei senzatetto

Rufus Hannah, noto anche come Rufus Stunt Bum, è diventato famoso per essere stato, suo malgrado, la star di numerosi video della serie ‘Bum Fights‘. Questo accadeva nel 2000, quando viveva in strada, era un senzatetto e purtroppo anche dipendente dall’alcol, e per cinque dollari accettava di farsi filmare mentre faceva cose assurde e pericolose, come schiantarsi con la testa sui muri o su pile di cassette. Ad un certo punto della sua esistenza ha incontrato una persona che lo ha aiutato a riscattarsi. E’ riuscito a mantenersi sobrio e a riappropriarsi della sua vita. Ora è un sostenitore dei diritti dei senzatetto. Ecco la sua storia.

Rufus Hannah è nato a Swainsboro, Georgia. Ha iniziato a bere a 14 anni, pur avendo una ‘buona famiglia’. Ha lavorato come operaio edile fino all’età di 27, poi si è unito l’esercito americano. Un grave infortunio avvenuto durante la formazione di base gli ha impedito di continuare la carriera. Da questo momento ha iniziato a bere pesantemente. Nei primi anni 1990 si trasferisce in California, dove viene contattato da Ryan McPherson per produrre i video Bumfights.

Da qui viene ‘usato’ per girare video sempre più assurdi con acrobazie sempre più pericolose. Lo si vede buttarsi giù da una rampa di scale mentre è dentro a un carrello, sbattere la testa su porte d’acciaio in maniera così forte che oggi soffre di epilessia, picchiare altri senzatetto (Donald Donnie Brennan si ruppe una gamba durante una di queste ‘aggressioni’ filmate). Nel 2002, Hannah e Brennan hanno testimoniato nei processi penali contro i produttori di Bumfights, e hanno intentato una causa civile guadagnando un risarcimento danni.

Hannah è sobrio dal 2003. Spera un giorno di poter rimuovere il tatuaggio Bum Fights che ha sue nocche. Nel 2010 ha pubblicato un libro scritto insieme a Barry Soper (con lui nella foto), dal titolo ‘A Bum Deal‘, che racconta in dettaglio il suo calvario: dalla perdita della casa alle riprese di Bum Fights, passando per la lotta alla dipendenza dall’alcol.

Parole di Kati Irrente

Giornalista per vocazione, scrivo per il web dal 2008. Mi occupo di cronaca italiana ed estera, politica e costume. Naturopata appassionata del vivere green e della buona cucina, divido il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d'autore.

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