Prostituzione minorile maschile: cinque studenti intrattenevano uomini maturi

L'inchiesta che ha portato alla scoperta di questo giro di prostituzione minorile maschile è stata effettuata partendo dal social network Badoo

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Prostituzione minorile maschile: cinque studenti intrattenevano uomini maturi

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Dopo il caso delle baby prostitute dei Parioli a Roma, scoppia a Genova quello dei baby prostituti, maschi minorenni, studenti dai 13 ai 17 anni, che accettavano di incontrare uomini, anche maturi – gli uomini identificati e denunciati hanno dai 40 ai 60 anni – in cambio di qualche ricarica telefonica al cellulare. L’inchiesta che ha portato alla scoperta di questo giro di prostituzione minorile maschile è stata effettuata dalla polizia postale, partendo da Badoo, un social network usato dagli utenti per fare nuovi incontri. Per cinque persone è scattata la richiesta di arresto.

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I clienti identificati (una ventina) e denunciati dalla polizia postale, nell’ambito dell’inchiesta sulla prostituzione minorile maschile, sono tutti uomini tra i 40 e i 60 anni: per cinque di loro è stata avanzata una richiesta di arresto, ma le carte non sono state ancora depositate all’ufficio del giudice per le indagini preliminari.

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Le accuse vanno dal favoreggiamento allo sfruttamento della prostituzione minorile, ma per un paio di insospettabili il pm ha raccolto elementi sufficienti a contestare il reato di violenza sessuale aggravata. Avrebbero infatti organizzato un incontro con un ragazzino, lo avrebbero fatto ubriacare per poi sottoporlo ad abusi.

Secondo le ricostruzioni del quotidiano genovese, il Secolo XIX, l’approccio dei clienti ai ragazzini avveniva su internet e gli incontri con i minori erano organizzati da due ex gigolò, nella in un appartamento definito dagli stessi indagati “lo scannatoio”. L’appartamento, sito nel quartiere San Martino, è un bilocale intestato a un genovese che, secondo quanto riportato dal quotidiano della città di Genova, semplicemente lasciava l’alloggio in uso ai suoi amici, altri omosessuali conosciuti sulle chat di Internet.

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Sul sito Badoo, uno dei ragazzini coinvolti, di origini romene, si è spacciato per maggiorenne ed è stato intercettato da altri due uomini romeni, che lo hanno convinto ad incontrare altri uomini, in cambio di qualche ricarica telefonica.

Quando le richieste dei clienti si sono fatte troppo insistenti, il baby prostituto ha coinvolto altri ragazzini disponibili, creando una vera e propria rete disposta a soddisfare le richieste di omosessuali e pedofili.

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Parole di Kati Irrente

Giornalista per vocazione, scrivo per il web dal 2008. Mi occupo di cronaca italiana ed estera, politica e costume. Naturopata appassionata del vivere green e della buona cucina, divido il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d'autore.

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