Pink Floyd: secondo Nick Mason non c’è possibilità di una reunion

Il batterista e fondatore della storica rock band inglese, Nick Mason ha rivelato durante un’intervista, che la possibilità di riunire i Pink Floyd è alquanto remota.

Nick Mason
Nick Mason – Nanopress.it

Dunque Nick Mason, che suonerà questa sera alla Reggia di Stpinigi a Torino con il suo nuovo gruppo, i Saucerful of Secret; ha rivelato durante un’intervista con La Stampa, che non vede la possibilità di un reunion dei Pink Floyd. L’unica opzione plausibile secondo il batterista è che un personaggio come Nelson Mandelaconvocasse un evento per portare la pace”.

Aggiunge poi che ricorda i momenti sul palco con Roger Waters e David Gilmour con grande affetto. Ama salire sul palco, suonare e divertirsi; ma amava ancora di più farlo con i suoi vecchi compagni.

E d’altronde una riunione dello storico gruppo sarebbe realmente un’evento storico, atteso ormai da anni da milioni di fan. 

Un po’ di storia dei Pink Floyd

I Pink Floyd sono una delle band più strabilianti di sempre. Si può affermare con estrema certezza che oltre ad essere i pionieri della psichedelia, hanno letteralmente fatto la storia della musica rock, cambiando anche il concetto di rappresentazione musicale. Infatti, una delle loro principali peculiarità consisteva nel porre al centro della loro musica la componente visiva. Conferendo al suono delle strabilianti rappresentazioni multimediali.

La band viene fondata nel 1965 da un gruppo di 4 studenti: Roger Keith Barrett alla chitarra, Roger Waters al basso, Rick Wright alla tastiera e Nick Mason alla batteria. Il gruppo verrà chiamato Pink Floyd, dall’unione dei nomi di due bluesman americani, Pink Anderson e Floyd Council.

Pink Floyd
Pink Floyd – Nanopress.it

La loro strabiliante carriera inizia all’interno dei club della Londra underground degli anni 60/70, con un enorme successo quasi istantaneo. Un gruppo che lascerà per sempre il segno nella storia della musica.

Quando la vita del gruppo inizia a divenire sempre più intensa, tra i vari concerti in giro per il mondo senza fermarsi un attimo; la mente creativa della band Roger Barrett inizia ad assentarsi sempre di più. Questo perché inizia a manifestare i sintomi della schizofrenia, dovuta probabilmente all’eccessiva assunzione di Lsd. Per questo la band decide di ingaggiare il chitarrista David Gilmour, in sostituzione di Barrett.

Dopo una quantità enorme di brani e dischi fondamentali per la storia della musica, nel 1985 i Pink Floyd si sciolgo.

La distruzione dei Pink Floyd

La decisione di lasciare il gruppo fu presa inizialmente da Waters, il quale riteneva che la band non dovesse più esistere in quanto aveva ormai esaurito il suo compito. In realtà dopo una lunga battaglia legale, i tre membri rimasti, Gilmour, Mason e Wright ottennero il consenso di continuare a suonare usando il nome Pink Floyd.

Nel 2005 poi ritorna apparentemente tutto normale anche con Waters, fino alla morte 3 anni dopo di Rick Wright. Da allora i tre membri rimanenti non riusciranno più ad andare d’accordo.

Uno degli avvenimenti più recenti è il litigio reso pubblico attraverso alcuni video sui social, tra Roger Waters e David Gilmour, dovuto ad un incomprensione tra i due riguardante la gestione della pagina social dei Pink Floyd.

Il motivo è sicuramente futile, probabilmente la realtà è che i membri del gruppo non riescono più a conciliarsi tra loro ormai da decenni e purtroppo non c’è nulla da fare. Anche perché l’elemento principale all’interno di una band, soprattutto del calibro dei Pink Floyd, è la sintonia tra i vari membri.