Peschereccio tunisino in fuga, speronata motovedetta italiana: aperto il fuoco

L'imbarcazione aveva ignorato l'Alt delle Fiamme Gialle: durante l'inseguimento esplosi diversi colpi, accusa di resistenza e violenza contro nave da guerra

Guardia di Finanza

Foto Getty Images | Pier Marco Tacca

Un peschereccio tunisino ignora l’Alt intimato da un’unità della Guardia di Finanza e, nella fuga a 9 miglia dalla costa di Lampedusa, sperona una motovedetta italiana. Questi i fatti che si sono verificati nella mattinata di mercoledì nel Mar Mediterraneo, con conseguente inseguimento in acque internazionali.

La fuga e l’inseguimento

Il peschereccio, chiamato “Mohanel Anmed”, secondo le prime ricostruzioni, aveva calato le reti in acque territoriali italiane. La distanza dalla costa di Lampedusa era appunto di circa 9 miglia.

La Guardia di finanza ha quindi intimato l’Alt al natante, che non lo ha rispettato. I militari delle Fiamme Gialle hanno quindi aperto il fuoco, con l’imbarcazione tunisina che, immediatamente, si è data alla fuga. Il tutto è stato documentato da alcuni filmati del comando operativo aeronavale e dell’agenzia europea Frontex.

L’inseguimento, scaturito dopo un controllo congiunto di Guardia Costiera e Guardia di Finanza, è andato a buon fine. Le Fiamme Gialle hanno infatti bloccato il peschereccio tunisino. Successivamente hanno provveduto a condurlo verso il porto di Lampedusa. Ma l’operazione è stata condotta non senza problemi.

Peschereccio a Lampedusa: l’arresto

Prima di abbordare il peschereccio “Mohanel Anmed”, infatti, i militari italiani sono stati costretti a esplodere numerosi colpi. L’imbarcazione tunisina, peraltro, non si è limitata a non fermarsi, ma nel corso della fuga ha anche speronato una motovedetta italiana. A bordo del natante, ora sottoposto a sequestro, non c’erano migranti, armi, o droga.

Secondo quanto riferito dall’Ansa, il comandante del peschereccio tunisino è stato arrestato con l’accusa di resistenza e violenza contro nave da guerra e rifiuto di obbedire a nave da guerra. L’imbarcazione era impegnata in pesca illegale in acque territoriali italiane.

L’operazione è stata condotta a termine dalla Guardia di Finanza, con il supporto del Pv 7 Paolini del comando operativo aeronavale e di una vedetta del reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia.

Parole di Alanews

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