Pensioni d’oro INPS: Boeri vuole abolire i privilegi ai sindacalisti, ma la norma è ferma

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La circolare INPS con cui Boeri intende ricalcolare e tagliare le pensioni d’oro dei sindacalisti è ferma in un cassetto del ministero del Lavoro. La proposta di Tito Boeri sulle pensioni è chiara: “Abbiamo intenzione di intervenire sui privilegi di alcune categorie. Cominceremo con una circolare che interviene su un privilegio che i sindacalisti si sono concessi: alla fine della loro carriera hanno versato copiosamente contributi per rimpinguare la loro posizione previdenziale”, con l’effetto di aumentare l’importo della pensione percepita. Il problema è che dal ministero del Lavoro tutto tace, mentre i sindacati dichiarano illegittima la misura proposta da Boeri poiché pretenderebbe di modificare una legge dello Stato con un semplice atto amministrativo.

PENSIONI NEWS: LA PROPOSTA DI BOERI
Su questa situazione che riguarda alcuni casi di pensioni di sindacalisti troppo alte, “saremo in grado di intervenire perché è un trattamento diverso da quello riservato a tutti gli altri lavoratori. Io mi auguro – ha aggiunto Boeri – che i sindacati accolgano questa come una notizia positiva perché vuol dire intervenire su una situazione che li ha posti in una condizione diversa rispetto agli altri lavoratori”.

In cosa consiste il meccanismo relativo alle pensioni dei sindacalisti in distacco nella pubblica amministrazione? In pratica i dipendenti della Pubblica Amministrazione che che si dedicano all’attività sindacale (cosiddetto distacco) possono farsi accreditare dalle loro organizzazioni contributi previdenziali aggiuntivi e facoltativi nella quota di pensione maturata fino al 1992 e calcolata col metodo retributivo in base all’ultimo stipendio percepito (quota A). In teoria tale procedimento servirebbe a integrare la mancata progressione di carriera di chi si dedica alla missione sindacale, rinunciando anche al salario accessorio.

PENSIONI PIU’ ALTE E INIQUE
Boeri spiega come questa normativa (articolo 3 del dl 564 del ’96) potrebbe consentire aumenti ingiustificati delle retribuzioni dei sindacalisti nel periodo immediatamente precedente al pensionamento, per godere alla fine di un assegno più alto una volta collocati in quiescenza. Boeri dell’INPS vorrebbe invece inglobare i contributi aggiuntivi nella cosiddetta Quota B, che comporterebbe il ricalcolo della pensione sulla media delle retribuzioni degli ultimi dieci anni, limitando o eliminando in tal modo le impennate contributive dell’ultimo periodo lavorativo.

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SINDACATI CONTRO BOERI SULLE PENSIONI
I sindacati hanno già bocciato la proposta di Boeri come illegittima poiché pretenderebbe di modificare una legge dello Stato attraverso un semplice atto amministrativo. I sindacati non negano possibili eccessi ma chiedono che qualsiasi modifica avvenga per legge e attraverso il confronto tra le parti. Boeri intanto ha rimandato una nuova circolare in cui spiega al ministro Poletti che è giusto ricalcolare le pensioni dei sindacalisti in distacco. Da una simulazione dell’Inps su 19 casi Boeri evidenzia una riduzione media del 27%, ma in certi casi si potrebbe arrivare anche a una riduzione di due terzi dell’assegno pensionistico.

LA PROPOSTA DI BOERI FERMA AL MINISTERO
Intanto le circolari di Boeri si sono fermate al Ministero del Lavoro. Ufficialmente il blocco è dovuto a “troppo affollamento di provvedimenti di cui il ministero si è dovuto occupare negli ultimi mesi e l’esame riprenderà a breve” dichiarano gli interessati. Ovviamente il pensiero va alla riforma delle pensioni e ai decreti attuativi dell’Ape anticipo pensionistico, tuttavia c’è chi, come il sindacato, non la pensa così e parla di stallo dovuto all’illegittimità della proposta del presidente dell’Inps.

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