Omicidio Elena Del Pozzo e la sindrome di Medea: cos’è e quali sono i segnali da tenere d’occhio

Una notizia che ha paralizzato l’Italia intera: l’omicidio brutale della piccola Elena, uccisa dalla mamma 23enne a Catania, un delitto davvero terribile. In queste ore si parla di Sindrome di Medea, che avrebbe colpito la giovane omicida. Ma di cosa si tratta?

Bimba rapita
La piccola Elena – Nanopress.it

Quasi cinque anni e una vita stroncata proprio da chi l’aveva messa al mondo: la piccola Elena Del Pozzo è stata ammazzata a coltellate dalla mamma, Martina Patti, 23 anni, che proprio ieri ha confessato il delitto.

Una tragedia atroce, che ha sconvolto l’Italia intera, un delitto che non si può spiegare. O forse sì. Si parla, in queste ore, infatti, della Sindrome di Medea che avrebbe colpito la mamma della piccola vittima, una patologia mentale che porterebbe anche ad atti terribili. Ecco nei dettagli di cosa si tratta.

Martina Patti colpita dalla Sindrome di Medea: parlano gli psichiatri

Gli inquirenti hanno confermato che la piccola Elena Del Pozzo, bimba di 5 anni di Catania. non era stata rapita o sequestrata come denunciato dalla mamma, Martina Patti, bensì uccisa proprio da lei. La donna, infatti, tornata da scuola con la bambina, l’ha uccisa accoltellandola e poi chiudendola in un sacchetto e portandola a 200 metri da casa sua.

Elena Del Pozzo e sua madre
Elena Del Pozzo e sua madre – Nanopress.it

Un delitto orribile, che ha fatto accapponare la pelle a tutta Italia. Martina Patti, ieri mattina, ha confessato l’omicidio e, secondo gli inquirenti, il movente sarebbe la gelosia nei confronti dell’ex marito e della sua nuova compagna. Martina e il papà di Elena, ormai da tempo, vivevano separati.

Nonostante anche lei si fosse rifatta una vita dopo la rottura con l’ex compagno, Martina non è mai riuscita a dimenticarlo e riservava ancora attenzioni molto eccessive nei suoi riguardi. Gli psichiatri chiamano questo atteggiamento Sindrome di Medea.

La Sindrome di Medea, di cosa parliamo

Come anticipato, gli psichiatri coinvolti nelle indagini del delitto, che ha coinvolto la piccola Elena, sono convinti che Martina, la mamma, sia stata colpita dalla Sindrome di Medea.

Questa è una condizione psicologica molto grave, che prende spunto dal mito greco di Medea, figlia della maga Circe, che voleva distruggere il rapporto del padre Giasone con i propri figli. Alla fine, Medea accecata dalla gelosia arriva a uccidere i propri figli.

È proprio quello che è successo a Martina Patti che, secondo quanto riportato dagli inquirenti, era gelosa del rapporto che la figlia aveva col padre e con la nuova compagna di lui. In questo caso, prima dell’omicidio, la piccola Elena aveva trascorso la domenica con i nonni paterni, il padre e la sua compagna, per cui si pensa che Martina non abbia avuto un raptus bensì abbia agito secondo un piano premeditato.