Offre lavoro da panettiere a 1400 euro mensili ma non trova candidati

L'imprenditore offre lavoro ma nota la scarsa disponibilità dei giovani a lavorare su turni notturni

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Offre lavoro da panettiere a 1400 euro mensili ma non trova candidati

Pixabay

”Non trovo nessuno, i giovani non vogliono lavorare di notte”, è lo sfogo di un panettiere che sta cercando un apprendista che lo possa aiutare a sfornare il pane quotidiano per tenere in piedi la sua attività in Veneto.

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Panettiere offre lavoro a 1.400 euro al mese ma non trova nessuno

Nessuno sembra disposto ad accettare turni faticosi per lavorare e guadagnare uno stipendio. Il panettiere in questione, così come spiegato sul quotidiano Il Gazzettino, cerca un apprendista ed è disposto a pagare 1.400 euro al mese per portare avanti l’attività a Reschigliano di Campodarsego, provincia di Padova. Purtroppo ha notato che i giovani non sono interessati alla sua proposta di lavoro.

L’imprenditore si chiama Stefano Brigato e gestisce la panetteria (storica in paese, ha oltre 35 anni) con il cognato Guglielmo Peruzzo e lamenta di avere incontrato molta difficoltà nella ricerca di un apprendista panettiere. “Ci serve personale da assumere a tempo pieno, con contratto regolare, ma spesso è proprio questo il problema”, ha detto Brigato.

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Lo stipendio è da considerare buono, 1400 euro netti mensili, quindi il problema sono le otto ore di lavoro? Sembrerebbe di sì. Più precisamente le ore notturne. Infatti, la condizione necessaria per svolgere la professione di panettiere è il lavoro notturno, che viene retribuito con una maggiorazione del 50%. Ma i giovani di notte vogliono far tutto tranne lavorare.

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”Ai giovani non piace lavorare di notte”

L’imprenditore quindi ha denunciato che sempre meno giovani sono disposti ad affrontare il lavoro notturno. Anche se ha precisato che le innovazioni della tecnologia han reso la fatica più tollerabile rispetto ad anni fa. “Si inizia alle 2 di notte e si stacca alle 9 di mattina ma rispetto a un tempo l’attività è meno faticosa. Le impastatrici automatiche, la lievitazione programmabile e i forni a gas computerizzati hanno alleggerito molto il peso della produzione”, ha sottolineato Brigato.

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Il quale lancia un appello: “​La nostra associazione dovrebbe collaborare di più con le scuole alberghiere per attivare ad esempio corsi di panificazione. Dobbiamo far capire ai giovani che questo mestiere resiste sempre alla crisi. Già perché, che sia una michetta o un ricercatissimo sfilatino farcito di olive, il pane sulla tavola non manca mai”, è la conclusione del panettiere.

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Parole di Kati Irrente

Giornalista per vocazione, scrivo per il web dal 2008. Mi occupo di cronaca italiana ed estera, politica e costume. Naturopata appassionata del vivere green e della buona cucina, divido il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d'autore.

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