Treviso: imprenditore offre busta paga da 2mila euro, ma non trova 30 operai

'Nel corso dell'ultimo mese abbiamo dovuto rinunciare al 40% delle commesse che ci sono arrivate per mancanza di manodopera', ha spiegato Parisotto

Pubblicato da Beatrice Elerdini Giovedì 10 gennaio 2019

Treviso: imprenditore offre busta paga da 2mila euro, ma non trova 30 operai
Foto: Pixabay

In un Paese come l’Italia in cui sempre più persone restano senza lavoro, un altro imprenditore lamenta l’assenza di lavoratori disposti ad affrontare trasferte. L’appello arriva da Nereo Parisotto, titolare di Euroedile, società delle costruzioni di Paese specializzata nei ponteggi al servizio con circa cento dipendenti all’attivo. Al momento avrebbe commesse per un milione di euro oltre a quelle ordinarie, per questo avrebbe bisogno di assumere altri 30 lavoratori, ma per ora non ha avuto successo nella ricerca di nuovo personale. Nel frattempo ha perso il 40% degli ordini.

Parisotto al momento non ha trovato nuovi operai da assumere. Eppure la busta paga offerta è di 2mila euro. L’ostacolo maggiore per i candidati sembra essere la necessità di viaggiare. Per ora l’imprenditore ha ricevuto quindici offerte, metà delle quali di persone fuori regione e comunque non disponibili a trasferte. Solo 7 candidati, risultati idonei, sono stati immediatamente assunti.

Pubblicato da Nereo Parisotto su Lunedì 12 maggio 2014

‘Nel corso dell’ultimo mese abbiamo dovuto rinunciare al 40% delle commesse che ci sono arrivate per mancanza di manodopera. Eppure l’inquadramento contrattuale è quello previsto dal Contratto nazionale dei metalmeccanici con l’aggiunta di plus legati alla sicurezza, alla capacità, al merito, alla disponibilità, alla gestione dell’attrezzatura in dotazione e alla serietà. I nostri dipendenti appena assunti arrivano a percepire, anche grazie a questi premi, quasi 2 mila euro al mese’, ha raccontato Parisotto al Corriere della Sera.

Quello dell’imprenditore trevigiano non è un caso isolato: meno di un mese fa Francesco Casile, agente di commercio nel settore della moda, aveva inviato una lettera alla rubrica ‘Lo dico al Corriere’ curata da Aldo Cazzullo, in cui offriva un posto di lavoro come venditore nel mondo del fashion. Tantissime le risposte, ma Casile aveva poi lamentato il fatto che nessun candidato sembrava realmente interessato a impegnarsi a fondo, insomma nessuno che volesse ‘faticare’.