Muore ex operaio Fiat e si scopre la casa-discarica dove viveva la famiglia

In seguito alla denuncia inviata al Tribunale dei Minorenni di Roma i figli minori sono stati ora affidati ai servizi sociali che procederanno all’affidamento a strutture di accoglienza.

Muore ex operaio Fiat e si scopre la casa-discarica dove viveva la famiglia

Foto Pixabay

Alla morte del capofamiglia, un ex operaio della Fiat, la polizia di Lavinio ha trovato nella sua casa una situazione di insostenibile degrado. L’appartamento era abitato anche dalla moglie e dai loro quattro figli minori, trovati in stato di denutrizione, vestiti di abiti consumati e sporchi. L’abitazione era completamente sudicia e piena di immondizia, ma oltre a mancare l’osservazione delle più basilari norme igieniche, gli agenti hanno potuto constatare che i bambini non frequentavano nemmeno la scuola. Una storia di degrado e emarginazione di cui nemmeno i servizi sociali della frazione di Anzio erano a conoscenza.

E infatti per scoprire questo dramma familiare c’è voluto un caso, la morte del capofamiglia.

L’uomo di 69 anni era un ex operaio della Fiat in pensione. Insieme alla numerosa famiglia aveva lasciato il Piemonte da alcuni anni e si era trasferito a Lavinio, prendendo in affitto una casa. Che però era stata trasformata in una discarica. Le stanze dove dormivano i quattro figli (tutti minorenni e di età compresa tra 9 e 7 anni) erano sporche, con rifiuti sparsi ovunque, altri locali erano talmente abbandonati che emanavano odori nauseanti.

Pare che la coppia si fosse allontanata dal torinese dopo che essersi resa conto che tramite i servizi sociali stava rischiando di vedersi togliere i bambini. Ma invece che migliorare la loro situazione, a Lavinio avevano replicato le condizioni di degrado in cui vivevano in Piemonte.

La polizia Locale, infatti, nei mesi scorsi, aveva già ricevuto segnalazioni riguardo lo stato di degrado del giardino dell’immobile e aveva anche sanzionato la coppia perché pareva una discarica di rifiuti a cielo aperto. Nessuno però immaginava che all’interno dell’abitazione la situazione era – forse – peggiore.

Il ritrovamento del cadavere

A scoprire la situazione drammatica è stata la polizia, allertata dalla moglie dell’operaio, una donna di 35 anni, che si era allarmata dopo che il marito non era tornato a casa. Sono scattate quindi le ricerche, e dopo poco il cadavere dell’uomo è stato ritrovato nel giardino della stessa abitazione, colpito da un malore fatale. Due giorni prima l’ex operaio era stato portato in ambulanza al pronto soccorso a causa di non meglio definite difficoltà respiratorie, ma in quell’occasione aveva rifiutato il ricovero.

Con la perquisizione in casa da parte degli agenti è stato appurato che l’abitazione era completamente abbandonata, la discarica che si vedeva in giardino era replicata all’interno delle stanze, che apparivano sudicie e puzzolenti.

L’affido dei minori

A destare sconcerto è stato il vedere che in quelle condizioni degradate venivano fatti vivere i quattro figli minorenni della coppia, nati tra il 2009 ed il 2011, che non solo vestivano abiti sudici e strappati, ma che non erano conosciuti dalle scuole locali. In pratica non frequentavano, e nessuno se n’è mai accorto.

I bambini sono stati poi portati da un pediatra per accertare lo stato di salute, definito in sostanza ‘buono’ anche se con evidenti problemi di denutrizione e diverse malattie della pelle dovute alle condizioni insalubri della casa in cui vivevano.

In seguito alla denuncia inviata al Tribunale dei Minorenni di Roma i quattro bambini sono stati ora affidati ai servizi sociali che procederanno all’affidamento a strutture di accoglienza per minori.

Parole di Kati Irrente

Giornalista per vocazione, scrivo per il web dal 2008. Mi occupo di cronaca italiana ed estera, politica e costume. Naturopata appassionata del vivere green e della buona cucina, divido il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d'autore.

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