Mostra di Piero Manzoni a Palazzo Reale, Milano ricorda l'artista avanguardista

Piero Manzoni 1933-1963: è questo il titolo della mostra dedicata a Piero Manzoni da Milano. L’esposizione sarà allestita dal 26 marzo al 2 giugno a Palazzo Reale, e intende omaggiare un artista che ha saputo rivoluzionare il panorama artistico della sua epoca.

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Mostra di Piero Manzoni a Palazzo Reale, Milano ricorda l’artista avanguardista

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Piero Manzoni 1933-1963. È questo il titolo della mostra che Milano dedica a Piero Manzoni: l’esposizione sarà allestita dal 26 marzo al 2 giugno a Palazzo Reale, e intende omaggiare un artista che, in una carriera folgorante ma breve, ha saputo rivoluzionare il panorama artistico della sua epoca. Celebre soprattutto per la Merda d’artista, Manzoni nacque il 13 luglio del 1933 a Soncino, morendo trent’anni più tardi.

È passato, quindi, poco più di mezzo secolo dalla scomparsa dell’artista lombardo, la cui opera viene unanimemente classificata tra le esperienze più importanti dell’avanguardia del Novecento.

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Cresciuto a Milano studiando presso i Gesuiti, allevato in una famiglia che frequentava il fondatore dello spazialismo Lucio Fontana, Manzoni iniziò a dipingere con impronte di oggetti nel 1955: l’utilizzo di semplici attrezzi come tenaglie, forbici o chiodi gli permetteva di trattare la superficie della tela come un campo di ricezione della realtà.

Autore del manifesto Per la scoperta di una zona di immagini e cofirmatario del Manifesto contro lo stile, ebbe l’opportunità di esporre alla mostra Movimento Arte Nucleare insieme con il Gruppo Nucleare. Nel 1958 mise a punto i celebri Achromes, tele ricoperte di caolino o gesso grezzo.

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Al 1960 risale la sua performance più nota: la Consumazione dell’arte dinamica del pubblico divorare l’arte. Nel corso dell’evento, egli firmò alcune uova sode con l’impronta del pollice: uova che vennero poi distribuite agli spettatori e mangiate in loco. Mentre proseguiva la lavorazione degli Achromes, Manzoni progettò anche la Base magica, piedistallo che avrebbe dovuto trasformare in opera d’arte tutte le persone che vi fossero salite sopra.

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Il 21 maggio del 1961, egli sigillò in 90 barattoli di latta le proprie feci: ad essi appose un’etichetta su cui era riportata la scritta “merda d’artista. Contenuto netto gr. 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata nel maggio 1961“, tradotta in diverse lingue. Sulla parte superiore dei barattoli, simili a quelli utilizzati per la carne in scatola, era presente un numero progressivo, da uno a novanta, unitamente alla firma di Piero.

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Insomma, la mostra che verrà inaugurata a Palazzo Reale tra pochi giorni si preannuncia imperdibile: un’occasione per conoscere da vicino l’arte e il pensiero di Manzoni.

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Parole di Simone Morano

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