Lorenzo Crespi: 'Un posto al Sole è in mano alla camorra'

Continua a leggere

Lorenzo Crespi

Lorenzo Crespi

Continua a leggere

Continua a leggere

Lorenzo Crespi torna a far parlare di sé con l’accusa lanciata dai social a Un Posto al Sole, la popolare produzione Rai ambientata a Napoli, che, a suo dire, sarebbe in mano alla camorra. Come riporta il Mattino, l’attore avrebbe scritto un tweet che sarebbe un vero e proprio atto d’accusa: secondo lui, la Rai pagherebbe “in modo legale” lo stipendio alla malavita campana che gestirebbe in toto ogni aspetto della soap. “Location, figuranti, cestini, ogni cosa è gestita dalla camorra, non esiste nulla di illegale e puro”, la sua denuncia. L’attore messinese, oggi 46enne, sta attraversando un momento personale molto difficile, tra problemi di salute e di lavoro. Il tweet di cui parla il quotidiano campano al momento non è più visibile nella timeline dove però ce ne sono altri che accusano la Rai di essere in combutta anche con la mafia siciliana.

Continua a leggere

Continua a leggere

Crespi aveva fatto molto discutere di recente dopo la sua apparizione a “Domenica Live” ospite di Barbara D’Urso, quando aveva svelato retroscena inediti che spiegherebbero il suo addio alla produzione Mediaset “Gente di Mare 2”. Secondo la sua versione, l’attore sarebbe stato minacciato dalla ‘ndrangheta, arrivando a ricevere una busta con proiettili mentre alloggiava all’hotel Santa Lucia Parghelia di Tropea.

Intervistato dalla D’Urso, l’attore ha raccontato che da allora sarebbe stato protetto addirittura dallo Squadrone eliportato cacciatori “Calabria”, unità speciale dell’Arma dei Carabinieri specializzata nella cattura di latitanti, arrivando sul set scortato dalle teste di cuoio e camuffato per non essere riconosciuto.

Continua a leggere

Dopo la ‘ndrangheta e la camorra, Crespi ha parlato anche di Cosa Nostra. L’attore, che ora si dedica più alla politica ed è stato nominato segretario provinciale di Forza Nuova a Messina, da Twitter si è scagliato anche contro le fiction girate in Sicilia per cui la Rai pagherebbe “lo stipendio” alla mafia siciliana.

Continua a leggere

Parole di Lorena Cacace

Da non perdere