Il virologo Fabrizio Pregliasco esprime il suo parere in merito al vaiolo delle scimmie: “No al lockdown”

Il virologo dichiara che la patologia si trasmette solo da sintomatici e al momento non c’è bisogno di una vaccinazione di massa.

Siringa
Siringa – Nanopress.it

Continua, approvando la quarantena ma non ritenendo necessario un lockdown.

Le parole del virologo

Fabrizio Pregliasco è un prestigioso virologo dell’Università Statale, nonché direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi di Milano e in questi giorni ha espresso il suo parere sul virus che, dopo il Covid, si presenta come la seconda patologia grave degli ultimi tempi.

In realtà, afferma Pregliasco, intervenendo durante la trasmissione ‘Rotocalco 264’ che va in onda su Cusano Italia Tv, il monkeypox viene trasmesso solo se si hanno avuto contatti stretti con persone o animali che ne sono affetti o comunque presentano sintomi sospetti.

La quarantena fiduciaria di 21 giorni, in questi casi, è consigliata per isolare il paziente potenzialmente infetto e quindi circoscrivere la situazione senza che altri contraggano il virus.

Tuttavia, il virologo non ritiene opportuno un vero e proprio lockdown sul modello di quello del Covid, infatti ha osservato come la situazione non comporti problematiche gravi a livello di sanità pubblica, né ora né in futuro.

Fabrizio Pregliasco
Fabrizio Pregliasco – Nanopress.it

Questa patologia si trasmette sono la soggetti con sintomi e per il momento è molto limitata, infatti, il virologo Pregliasco, ma anche altri esperti, evidenziano come in Europa i contagi siano pochi e in questo momento, è opportuno solo prestare molta attenzione per cercare di contenere il virus.

La quarantena fiduciaria

Il virologo si è anche soffermato sul discorso quarantena fiduciaria, ossia un periodo di isolamento effettuato da chi presenta i sintomi, in modo che non contagi gli altri.

Ha anche affermato che si tratta di una misura utile perché consente di monitorare in sicurezza l’andamento del virus e il paziente comunque non verrà mai abbandonato poiché ci saranno controlli telefonici giornalieri.

Tale rimedio aiuterà a verificare il comportamento dell’infezione senza il bisogno di ricorrere a lockdown e chiusure varie, misure estreme non necessarie secondo il parere del virologo.

Stesso discorso vale per la vaccinazione, la quale non deve essere di massa, anche perché il nemico da affrontare non è sconosciuto come il Covid, infatti il vaiolo delle scimmie è noto dagli anni Cinquanta, periodo in cui venne isolato d auna scimmia ma in realtà le vie principali di infezioni sono topi, canidi e scoiattoli, i quali attraverso il morso trasmettono l’infezione.

L’unico dubbio su cui lavorano i medici, è che il virus si sia evoluto imparando a trasmettersi meglio da uomo a uomo.

Ad ogni modo, conclude Pregliasco, si deve immaginare una vaccinazione con le stesse scorte di un vaccino contro il vaiolo umano, ormai siamo alla terza generazione.