Il Governo studia l'estensione del Green Pass per i lavoratori del settore pubblico e privato

Il nuovo decreto sul Green Pass dovrebbe arrivare giovedì in Consiglio dei Ministri. Riguarderà i dipendenti pubblici, per poi essere esteso al settore privato.

Persona mostra qr code del suo Green Pass

Foto Shutterstock | KaryB

Il Governo continua a lavorare sull’estensione del Green Pass, per aumentarne la platea. Dopo aver introdotto l’obbligo per poter accedere ad alcune attività e per i dipendenti di scuole e università, ora il Governo vuole estendere l’uso del Green Pass al settore pubblico, ai dipendenti della Pubblica amministrazione e delle aziende partecipate dallo Stato, per poi passare al settore privato.

Il Consiglio dei Ministri potrebbe essere convocato per giovedì e fare il primo passo, con l’approvazione del decreto che riguarda i dipendenti pubblici: una platea stimata di 1,2 milioni di persone.

Ma c’è anche una possibilità che il prossimo decreto possa toccare tutto il mondo del lavoro, anche il privato.

Il Green Pass per i dipendenti pubblici

La convocazione del Consiglio dei Ministri non è ancora arrivata, e neanche quella della Cabina di regia, che di solito anticipa le riunioni del Consiglio. Il nuovo decreto sull’estensione del Green Pass dovrebbe interessare 1,2 milioni di dipendenti pubblici, non solo della Pubblica amministrazione, ma anche di organi costituzionali, tribunali, enti culturali, di ricerca e delle partecipate dello Stato (come Poste Italiane, ad esempio). La difficoltà sta proprio nella definizione del perimetro di “azienda pubblica”, su cui sono al lavoro i tecnici del Governo.

Le sanzioni dovrebbero essere uguali a quelle viste per la scuola: multe dai 400 ai 1.000 euro e sospensione dello stipendio.

Il Green Pass per il settore privato

Una volta definita la platea delle aziende pubbliche per l’estensione dell’obbligo di Green Pass ai dipendenti, sarà il turno del settore privato, forse già dal prossimo Consiglio dei Ministri, presumibilmente in programma giovedì.

I dialoghi tra il Ministero del Lavoro e le parti sociali, sindacati e Confindustria, vanno avanti da settimane e se non si dovessero risolvere la decisione potrebbe slittare alla prossima settimana.

Queste decisioni, se approvate, dovrebbero entrare in vigore dalla metà di ottobre, per permettere a chi non si è vaccinato di farlo.

Parole di Cesare Treccarichi

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