G8 di Genova: 21 anni fa la morte di Carlo Giuliani e l’irruzione nella scuola Diaz

Era il 19 luglio di 21 anni fa quando, a Genova, si aprì il G8, che è durato, poi, fino al 22 dello stesso mese. Se da un lato era un vertice di capi di Governo, come tanti se ne fanno al mondo, nella città ligure, però, qualcosa non è andato come doveva.

G8 Genova polizia
G8 Genova polizia – Nanopress.it

I black block, il giovane Carlo Giuliani che lì ha trovato la morte, i no global: cosa successe in quei tristi giorni?

G8 Genova: 21 anni fa cosa accadde?

Quando in una città c’è una grande riunione di capi di Stato, la stessa si organizza con ingenti misure di sicurezza, atte a proteggere sia gli ospiti stranieri che i cittadini che, comunque, in quei giorni, svolgeranno la loro quotidiana vita. Questo è quello che si era prospettato anche a Genova, in occasione del G8 del 2001.

Almeno questo è quello che si sperava. Perché non tutto è andato come doveva andare. La città fu divisa in zone: una rossa dove nessuno poteva accedervi e una gialla, invece, con accesso limitato. Il tutto separato da transenne e con una forte presenza di Forze dell’ordine. La prudenza non è mai troppa, ma, in quel caso, forse, qualcuno già sentiva che nell’aria di storto sarebbe successo qualcosa.

Fu controllato di tutto, dalle strade, ai tombini, persino i cassonetti della spazzatura: ovunque poteva nascondersi qualcosa di pericoloso. Era l’anno 2001, ma non ancora nessuno avrebbe immaginato la paura terrorismo islamico (l’11 settembre ci sarebbe stato l’attacco alle Torri Gemelle). Ma la paura di qualche attacco dinamitardo quello sì.

Se da un lato c’era la festa, il concerto, dall’altro, sul palco iniziarono anche ad entrare e a parlare vari esponenti di associazioni, partiti, società civile e, anche, la contestazione no global. In molti pensavano che erano i cortei a poter far paura, ma in realtà non tutti i cortei sono uguali. Il 19 luglio i primi due, mentre l’apertura della riunione ci fu il 20 luglio.

A fare da padrone di casa, l’allora Presidente del Consiglio Berlusconi, che accolse a Palazzo Ducale a Genova i Capi di Stato intervenuti: da Blair, a Chirac, a Putin, a Bush figlio. Le manifestazioni continuavano: c’era quella di Rete Contro G8, Legambiente che avevano previsto anche un sit in di protesta proprio all’ingresso della zona rossa.

Ma c’erano anche le Tute Bianche che erano partite con un loro corteo intente a passare proprio per la zona rossa. Ma a fare più paura erano le frange estreme, i black bloc che, era stato segnalato, potevano infiltrarsi nelle manifestazioni autorizzate, fra cui quella delle Tute Bianche.

I primi scontri e i black bloc

E di fatto, così è stato. Il primo assalto con le molotov fu contro i Carabinieri alla stazione “Brignole”. Lì i black bloc decisero di affrontare i Militari dell’Arma, i quali risposero con la carica e con i lacrimogeni. I Carabinieri erano lì presenti proprio per evitare che la parte pacifica delle manifestazioni potesse scontrarsi con quella violenta.

Ma i black bloc non si sono fermati lì, e si sono diretti verso il carcere al quartiere Marassi, danneggiano le telecamere e i portoni di ingresso. I Carabinieri e le altre Forze dell’Ordine all’inizio si mantennero a distanza, poi fu necessaria la carica. La manifestazione pacifica delle Tute Bianche fu presa di mira dai lacrimogeni. Le vie di fuga erano chiuse e i manifestanti subirono anche pestaggi dalle stesse Forze dell’ordine. Non si riuscivano più a distinguere i buoni dai cattivi.

La reazione dei manifestanti a tutto questo fu immediata: cassonetti rovesciati, le cariche dei Carabinieri, gli attacchi ai mezzi blindati lì presenti. Una Land Rover che, nella ritirata, aveva a bordo 3 Carabinieri rimase bloccata e fu presa di mira da un estintore scagliato dall’esterno.

Morte Carlo Giuliani
Morte Carlo Giuliani – Nanopress.it

G8 Genova: Carlo Giuliani e la sua morte

Uno degli occupanti dell’auto colpì l’estintore con un calcio, facendolo ruzzolare a terra per diversi metri in direzione, proprio, di un giovane manifestante. Il giovane, che aveva il volto coperto dal passamontagna, ma dopo si scoprì essere Carlo Giuliani, sollevò l’estintore, ma non riuscì a scagliarlo perché un colpo di pistola lo ferì ad uno zigomo.

Carlo cadde a terra e venne investito due volte dal mezzo dove c’erano i 3 Carabinieri. L’auto ripartì dopo che Carlo era stato ferito e, solo dopo 30 minuti, quando le Forze dell’Ordine riportarono la calma in Piazza Alimonda, che Carlo fu soccorso dal personale medico. Ma era già morto.

La diffusione della notizia della sua morte fu data solo alle 22 di quella sera, ma il giovane era morto fra le 17 e le 18 di quel pomeriggio. Insieme a tale notizia, fu anche data quella del coinvolgimento, nell’aggressione, delle Forze dell’Ordine stesse.

Le manifestazioni furono tante in quei giorni, ma ormai dopo quello che era successo non si riusciva più a distinguere se, in quella che era una marcia pacifica, potevano esserci infiltrati anche dei black bloc.

Tanto che, anche nella manifestazione pacifica di Piazza Manin, la polizia caricò i partecipanti, provocando feriti. Alla notizia della morte di Carlo Giuliani, i black bloc risposero con scontri sempre più violenti, il 21 luglio, vandalizzando e distruggendo tutto quello che incontravano sul loro cammino: negozi, bar, banche.

Scontri G8 Genova
Scontri G8 Genova – Nanopress.it

L’irruzione sbagliata alla scuola Diaz

Due scuole (fra cui la Diaz) furono concesse come media center al Genoa Social Forum per i loro incontri. Ma la pioggia incessante impedì, a coloro che venivano da fuori di accamparsi nei campeggi e, le scuole stesse, furono utilizzate anche come dormitori.

La Polizia perquisì anche le scuole perché si sospettava anche lì la presenza di black bloc. Un intervento violento, in tenuta anti sommossa che portò al ferimento di 83 persone. Le mura sporche di sangue, i poliziotti che fanno irruzione: furono immagini che, nel giro di poco tempo, fecero il giro del mondo.

Dopo il G8, fu la stessa Amnesty International a definire, in un rapporto, l’operato delle Forze dell’Ordine come un qualcosa contro “i diritti democratici di un Paese occidentale”. Testimonianze di feriti accusano, infatti, anche di tortura i poliziotti nell’irruzione nella scuola Diaz.

Un processo lungo, tanti imputati ma, a 22 anni da quelle terribili immagini, non tutto è ancora chiaro.