Fondo salva Stati, grana per Conte: si allarga il fronte del MES

Patata bollente per il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: da Zingaretti a Renzi fino a Berlusconi, si allarga il fronte favorevole ad un utilizzo del MES senza condizionalità per le spese sanitarie. M5S contrario

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Giuseppe Conte, fondo salva stati

Giuseppe Conte - Foto Getty Images | Sean Gallup

MES sì o MES no, questo è il dilemma. In particolar modo per il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che su questo tema ha indubbiamente fatto un vero e proprio all-in, per dirla in gergo pokeristico. Nel corso della conferenza stampa di venerdì il premier Conte aveva infatti assicurato: “L’Italia non ritiene il MES adeguato a quest’emergenza. La nostra principale battaglia è quella di un fondo finanziato con gli Eurobond”. Le cose per Conte sembrano però complicarsi, dal momento che all’interno della maggioranza di governo, e non solo, sono sempre di più le voci che si levano a favore del Fondo salva Stati, da Renzi a Zingaretti.

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Fondo salva Stati, il fronte si allarga

Nelle ultime ore a favore di un utilizzo del MES senza condizionalità per le spese sanitarie, la cui attivazione garantirebbe entrate per 36 miliardi di euro, si sono schierati tutti i partiti di maggioranza ad eccezione del Movimento 5 Stelle. Il fronte pro MES vede infatti uniti Zingaretti, Renzi, Prodi, Bonino, Bersani, Speranza, tutti i ministri ad eccezione dei pentastellati e anche Confindustria. Ma anche dall’opposizione si levano voci a favore del Fondo salva Stati. Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, in contrasto con la linea Salvini-Meloni, apre infatti all’utilizzo del MES senza condizioni per le spese sanitarie e avverte: “Dire no al MES sarebbe un errore clamoroso. Potremmo ottenere 36 miliardi senza condizioni per consolidare il nostro sistema sanitario, con interessi inferiori a quelli di mercato”.

Ma naturalmente il confronto più acceso e più preoccupante per Conte è quello interno alla maggioranza di governo. Se da una parte Luigi Di Maio continua ritenere il Fondo salva Stati “uno strumento antiquato” e a chiedere “un mea culpa europeo perché l’austerity ha provocato tagli sulla spesa pubblica e questo ha indebolito la sanità pubblica”, dall’altra il segretario Dem Nicola Zingaretti avverte: “Se esisterà la possibilità, senza condizionalità e rispettando la sovranità italiana, di avere dei miliardi a sostegno della sanità, se ci saranno queste condizioni, io credo che dovremo prendere queste risorse: ci servono per gli ospedali e la sanità”.

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Sul Fondo salva Stati anche Matteo Renzi sembra avere le idee molto chiare: “I sovranisti vogliono far credere che sia sempre colpa dell’Europa. Su tutto. Ma l’Europa sta dando una grande mano all’Italia. Se non ci fosse stata la BCE, oggi saremmo già falliti. E il MES senza condizionalità va usato di corsa, piaccia o non piaccia ai populisti di maggioranza e opposizione. E vedrete che l’Italia userà tutto: BCE, MES, Sure, Recovery Fund. Tutto”, ha affermato il leader di Iv.

Insomma, una bella gatta da pelare per il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al quale sul Fondo salva Stati spetterà l’ultima parola in occasione del Consiglio europeo del 23 aprile. Nel frattempo il premier cerca di ricomporre le divisioni all’interno della maggioranza, invitando le parti ad una tregua in attesa della conclusione della trattativa in UE.

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Parole di Luca Fiori

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