Flop del referendum sulla giustizia: ecco cosa accade nei prossimi giorni

Il referendum non è andato a buon fine, pertanto la riforma dell’ordinamento giudiziario sarà trattata in Parlamento.

Referendum
Referendum – Nanopress.it

Dopo il flop del referendum, che ha visto un’affluenza molto basta alle urne da parte dell’elettorato, la riforma dell’ordinamento giudiziario passa al Parlamento. L’appuntamento elettorale, infatti, aveva evidenziato cinque quesiti relativi all’abrogazione di diverse norme attualmente vigenti. Senza il quorum, però, la questione si sposta a Palazzo. La Lega e il PD hanno preso posizione in merito al testo elaborato da Marta Cartabbia.

Referendum, dopo il flop la riforma della giustizia passa al Parlamento

La chiamata elettorale del referendum non è andata come si sperava. Solo il 20,9% degli aventi diritto, infatti, si è presentato alle urne, pertanto la questione deve passare nelle mani del Parlamento. La validità del referendum, infatti, sarebbe stata decretata dal 50% + 1 dei votanti, al fine d raggiungere il quorum che – nei fatti – non si è ottenuto.

A questo punto, la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Consiglio Superiore della Magistratura – firmata dalla ministra Marta Cartabbia – dunque, passa direttamente a Palazzo Madama. La Guardasigilli e il Governo hanno come obiettivo quello di far approvare la riforma senza ulteriori modifiche, anche se bisognerà valutare le ricadute che questo fallimento referendario avrà sullo schieramento dei partiti e sul suo percorso. Ora, dunque, tocca alla politica mettersi a lavoro sul testo dopo la deludente tornata elettorale.

Matteo Salvini
Matteo Salvini – Nanopress.it

La posizione della Lega e del PD

Anche se Matteo Salvini aveva ringraziato comunque l’elettorato per aver risposto alla chiamata referendaria, nonostante il flop registrato, dalla Lega arriva un messaggio specifico in merito alla riforma della giustizia, attraverso la voce dell’avvocato Bongiorno: “La riforma Cartabia è solo una correzione di alcuni punti del sistema, una correzione positiva ma poco incisiva, blanda. Noi vogliamo renderla più incisiva e cercheremo di migliorarla”.

Rossomando, responsabile giustizia del Partito Democratico, invece, invia un segnale di sostegno al testo elaborato dalla Cartabia, dicendo: “Chi ha provato a strumentalizzare la giustizia ha perso, ora bisogna approvare presto la legge”.

La riforma dell’ordinamento giudiziario era stata già approvata dalla Camera, pertanto ora tocca al Senato esprimere la propria posizione. Da mercoledì, infatti, partiranno i lavori di discussione in aula. La riforma dovrebbe essere approvata entro giovedì. Al vaglio, dunque, ci saranno ci saranno diversi aspetti dell’ordinamento giudiziario, nonché i quesiti referendari per i quali i votanti hanno espresso il proprio sì prevalentemente, anche se il voto non è servito, vista la bassa affluenza alle urne.