Fao, lo stop alla deforestazione garantirà l’emissione di -3,6 miliardi di tonnellate di CO2

Rispondere alle crisi, dal Covid a quella climatica, puntando su un’economia verde e duratura.

Riscaldamento globale
Riscaldamento globale – Nanopress.it

Tre sono le vie da percorrere per riprenderci dalla crisi Covid, da quella sociale e dalla crisi climatica: fermare la deforestazione, ripristinare i terreni degradati e utilizzare le foreste in modo sostenibile.

Fermiamo il surriscaldamento globale

Da Radio 3 Scienza del 22 aprile 2022: “Il 9 aprile del 1368, nel giorno di Pasqua, l’imprenditore germanico Peter Stromer ha un’intuizione che rivoluzionerà per sempre la storia delle foreste. Si accorge che la foresta sta lentamente scomparendo: il taglio della legna procede più veloce della capacità rigenerativa dei faggi e dei pini bavaresi. Decide così di cominciare a piantare alberi. Che sia per produrre carta o legname, o per contrastare il surriscaldamento globale, ancora oggi – dopo quasi 700 anni – continuiamo a piantare alberi.”

E infatti, secondo il rapporto 2022 della Fao sullo stato delle foreste nel mondo, presentato a Seoul, tre sono le vie da percorrere per riprenderci dalla crisi Covid, da quella sociale delle guerre e dalla crisi climatica, che hanno causato e stanno causando perdita di biodiversità, e queste sono: fermare la deforestazione, ripristinare i terreni degradati e utilizzare le foreste in modo sostenibile.

Solo fermando la deforestazione e mantenendo le foreste, si eviterebbe l’emissione di 3,6 miliardi di CO2, quanto necessario per riuscire a mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1.5°C, fino al 2030.

L’impegno della Regina Elisabetta

Stefano Mancuso, studioso di botanica e fisiologo vegetale, sostiene da tempo la necessità di piantare alberi ed ha quantificato in mille miliardi di piante il numero necessario per invertire la rotta e addirittura diminuire la quantità di anidride carbonica presente nell’atmosfera. Egli sostiene che in quindicimila anni abbiamo dimezzato il numero di alberi presenti sulla terra, da seimila a tremila, e che duemila di questi ultimi sono spariti negli ultimi due secoli. La nostra Europa era ricoperta di foresta primaria, anziché di case e autostrade.

La seconda strada indicata è il ripristino di 1,5 miliardi di ettari di terreni degradati, che aumenterebbe la produttività agricola di un altro miliardo di ettari.
L’imboschimento e il rimboschimento dei terreni degradati eliminerebbe dall’atmosfera 1,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica all’anno, quanto prodotto da 325 milioni di autovetture a benzina fuori strada ogni anno.

germogli
Germogli – Nanopress.it

Qual è la portata del problema lo ha capito bene la novantaseienne Regina Elisabetta, la quale ha trovato una splendida risposta: una delle iniziative per il suo Giubileo di Platino prevede la realizzazione del Queen’s Green Canopy: tutti in tutto il Regno Unito sono invitati a piantare alberi da ottobre 2021, quando inizia la stagione della piantagione di alberi, fino alla fine del Giubileo.

Un’economia sempre più verde

Il terzo percorso è l’utilizzo sostenibile delle foreste e la costruzione di catene ecologiche che riuscirebbe a soddisfare la futura domanda di materiali, sostenendo così economie verdi e sostenibili con un aumento di mezzi di sussistenza più sicuri e di opportunità lavorative per tutti.

Secondo la Fao i finanziamenti per le foreste devono almeno triplicare entro il 2030 per raggiungere gli obiettivi di neutralità in materia di clima, biodiversità e degrado del suolo.

Così scrive il direttore generale della Fao Qu Dongyu: “Il perseguimento equilibrato e simultaneo di questi percorsi può aiutare ad affrontare le crisi che si trovano davanti le persone e il pianeta, generando al tempo stesso benefici economici sostenibili, specialmente per le comunità rurali”

Dal rapporto sullo Stato delle Foreste si evince che i piccoli proprietari, le comunità locali e le popolazioni indigene possiedono o gestiscono 4,35 miliardi di ettari dei paesaggi forestali e agricoli del mondo e la loro attività, se adeguatamente sostenuta e incentivata, è di notevole importanza per sostenere questo processo “verde”.