Facebook e Instagram, stop alla censura dei capezzoli femminili?

Il movimento #FreetheNipples avrà finalmente la meglio su Meta? Facebook e Instagram sulla strada della rimozione del ban.

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Instagram e Facebook – Nanopress.it

Facebook e Instagram potrebbero presto eliminare il ban attualmente presente sui capezzoli femminili. Arriva la fine della censura che dura da diverso tempo? Più di 10 anni dopo aver vietato l’allattamento al seno, il consiglio di sorveglianza di Meta ha chiesto, a gran voce, una revisione delle regole dell’azienda su tale argomento, in quanto il regolamento vigente vieta la pubblicazione di immagini di donne a seno nudo, ma la regola non vale per quelle degli uomini.

Facebook e Instagram: fine del ban sui capezzoli femminili?

Facebook e Instagram potrebbero presto eliminare il ban attualmente in vigore sui capezzoli e seni femminili. Una impostazione che ha fatto storcere il naso, per anni, a tante persone e anche alla comunità trasgender e di persone non binarie, secondo il consiglio che si è riunito, composto da giornalisti e personalità del mondo accademico.

Di recente, Facebook ha anche sospeso temporaneamente le fotografie pubblicate da un account appartenente da una coppia di persone transgender e non binarie. Secondo The Guardian, la coppia appariva a torso nudo ma con i capezzoli censurai, il tutto accompagnato da didascalie in cui si parlava delle cure disponibili per le persone transgender,  annunciando la raccolta fondi per la chirurgia toracica.

Gli utenti del social network hanno – quindi – segnalato il post, che è stato poi ispezionato e rimosso da un sistema di intelligenza artificiale. Solo dopo il ricorso presentato dalla coppia che Meta ha deciso di rimettere online i post.

Questa politica in atto terrebbe, dunque, conto solo della distinzione “tra corpi maschili e femminili“, si legge nel rapporto del consiglio di sorveglianza di Meta del 17 gennaio, pertanto escluderebbe, secondo quanto afferma il consiglio, le persone transgender, non binarie e intersessuali.

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Maggiore chiarezza sulle regole comunitarie dei social

Ricordiamo che la campagna #FreetheNipple è diventata popolare nel 2013, quando Facebook ha rimosso degli estratti dal documentario Free the Nipple di Lina Esco. L’impegno di studenti e celebrità come Rihanna o Miley Cyrus ha fatto esplodere, ancora di più, del movimento.

Nel 2019, quando un gruppo di influencer è stato invitato al quartier generale di Instagram per discutere della sua “politica dei capezzoli“, uno di loro ha appreso che nessuna persona transgender faceva parte del team responsabile della politica di moderazione dei contenuti dell’azienda.

Da allora, secondo quanto riferito, Meta ha dichiarato di star lavorando, in maniera costante, per garantire una piattaforma più sicura per tutti e che, per raggiungere tale scopo, ha iniziato a “lavorare con esperti e organizzazioni LGBTQIA+ su una serie di argomenti e miglioramenti dei prodotti”.

La società ha 60 giorni di tempo per rispondere pubblicamente alla relazione del consiglio di sorveglianza.