Egitto, attentato in moschea: strage di fedeli, centinaia di morti

At least 25 killed, 80 injured in bomb attack on Egyptian mosque

At least 25 killed, 80 injured in bomb attack on Egyptian mosque

Terrore in Egitto, dove un attentato in una moschea vicino Al-Arish, nel Sinai, ha provocato centinaia di morti e feriti. Secondo quanto riferito dalla tv di Stato egiziana, ci sono almeno 235 vittime e oltre 100 feriti. L’attentato, non ancora rivendicato, è stato portato avanti con bombe e spari.
L’attentato in Egitto ha coinvolto una moschea a Rawda, in una località situata fra Bir Al-Abed e il capoluogo del Sinai settentrionale, Al Arish. In base alle ricostruzioni di testimoni e funzionari di sicurezza, alcune persone armate hanno fatto irruzione all’interno della moschea, facendo esplodere più di una bomba.

Poi hanno aperto il fuoco tra i fedeli impegnati nella preghiera del venerdì islamico, facendo strage. Contemporaneamente è stata udita un’altra forte esplosione all’esterno della moschea. «Hanno colpito anche le ambulanze con i feriti», ha riferito al Daily News Egypt un funzionario dei servizi di soccorso, Ahmed Al-Ansary.

Almeno 235 i morti: si tratta dell’attentato più sanguinoso in Egitto dal 2013. Il bilancio potrebbe aggravarsi ulteriormente. Il presidente egiziano al-Sisi ha indetto una riunione di emergenza del governo e ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.

La moschea luogo dell'attentato

Attentati in Egitto: i precedenti
L’attentato non è stato ancora rivendicato ma è probabile sia stato commesso da uno dei gruppi jihadisti, forse l’Isis, presenti in Egitto. Il Sinai è diventata una delle zone più a rischio dell’Egitto. Tanti gli attentati commessi nel Paese negli ultimi anni. Tra i più gravi, ricordiamo l’attentato di Hurghada del 14 luglio 2017, quando due turiste straniere sono state uccise durante un attacco a un resort. E poi lo schianto dell’aereo russo nella regione del Sinai dopo il decollo dall’aeroporto di Sharm el-Sheikh del 31 ottobre 2015 e gli attentati alle chiese copte.

Parole di Francesco Minardi

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