Dl Sostegno: il blocco dei licenziamenti potrebbe essere prorogato fino al 30 giugno

Il blocco dei licenziamenti, inizialmente prorogato fino al prossimo 30 aprile, potrebbe essere prorogato di altri due mesi, e quindi finire il 30 giugno. A prevederlo è la bozza del dl Sostegno, attualmente allo studio da parte del Governo del premier Mario Draghi. Il documento conterrebbe diverse ipotesi di intervento che dovrebbero poi rientrare nel prossimo provvedimento di sostegno all’economia del nostro Paese.

I punti contenuti nella bozza del dl Sostegno

Oltre alla sospensione del blocco dei licenziamenti, il DL Sostegno dovrebbe prevedere interventi anche per quanto riguarda le cartelle esattoriali e i pagamenti della “rottamazione ter” e del “saldo e stralcio”, oltre che lo stralcio per le cartelle da 5mila euro comprensivo di sanzioni e interessi dal 2000 al 2015.

Il Governo pensa quini a “confronti e calcoli sulle annualità e non più mensilità e si considererà il calo di fatturato, con tetti più alti di fatturato” ha detto Laura Castelli, viceministro dell’Economia durante un’intervista a Radio24.

Tra le misure previste dal DL Sostegno anche il rifinanziamento della cassa integrazione Covid. Questo, avverrebbe non più per tranche di settimane ma per tutto l’anno. Inoltre, sarebbe previsto uno stanziamento di 2 miliardi per la campagna vaccinale che comprerebbe tutte le fasi, dalla produzione alla somministrazione delle dosi.

Inoltre, nella bozza del dl sostegno viene anche ipotizzato che in una prima fase, per quanto riguarda la campagna vaccinale, intervengano anche i medici di famiglia e successivamente, in una seconda fase, anche i farmacisti.

Landini: “il blocco dei licenziamenti ha salvato dagli 800mila al milione di posti di lavoro”

Maurizio Landini, leader della CGIL, ha detto in un’intervista a Fanpage che il blocco dei licenziamenti deve essere prolungato “per un tempo congruo perché purtroppo la pandemia e l’emergenza non sono ancora con concluse”.

Siamo pronti a discutere, ma senza il blocco dei licenziamenti corriamo il rischio di trovarci di fronte a dati molto pesanti: secondo la Banda d’Italia quello strumento ha salvato dagli 800mila al milione di posti di lavoro” ha spiegato Landini.