Disabile abusata su un bus di linea a Taranto, a processo 8 autisti

Si tiene in questi giorni il processo a 8 dipendenti dell’azienda Amat che gestisce i trasporti a Taranto, i quali sono stati sospesi per violenze sessuali accadute nel periodo che va fra l’ottobre del 2018 e l’aprile del 2020.

Autisti abusano di una giovane
Autisti abusano di una giovane – Nanopress.it

Vediamo la ricostruzione dei fatti.

I fatti

Gli abusi non dovrebbero mai accadere, specialmente se ad esserne vittima sono i più fragili. In questo caso, c’è anche l’aggravante del ruolo di autista di mezzi pubblici, di cui generalmente ci si fida.

La vittima ha oggi 22 anni e i fatti risalgono a pochi anni fa ma la ragazza, che fino all’accertamento di ciò che realmente è accaduto, rimane una presunta vittima, ha denunciato solo nel 2020, dopo aver subito per ben 2 anni gli abusi sessuali.

Con l’aiuto del fidanzato, la ragazza affetta da un lieve deficit psichico ha denunciato 8 autisti per violenza sessuale aggravata, che si sarebbe consumata presso il cavalcavia nei pressi del capolinea al porto mercantile e nei pressi di una delle portinerie dell’ex Ilva, dove i bus venivano parcheggiati poiché tali luoghi sono isolati.

La giovane ha esposto in maniera chiara la sua versione dei fatti, affermando che le violenze avvenivano in un luogo isolato, dove gli autisti parcheggiavano i mezzi, bloccando poi le porte di accesso e consumando contro il suo volere, atti sessuali che venivano poi filmati e fotografati per essere scambiati in chat.

La violenza sessuale è un reato
La violenza sessuale è un reato – Nanopress.it

La pena per gli autisti

Nel 2021 il giudice, durante le indagini preliminari, respinse la misura degli arresti domiciliari richiesti dalla Procura, però stabilì che essi non dovevano avvicinarsi per alcun motivo alla giovane.

L’azienda, coadiuvata dal comune di Taranto, ha provveduto alla loro sospensione dal servizio pubblico. Gli imputati hanno un’età compresa fra i 40 e i 62 anni e vengono loro contestate le aggravanti di aver agito su una persona che veniva privata della libertà poiché gli abusi avvenivano in un ambiente dove le uscite erano bloccate, ma anche di aver violentato un soggetto fragile e facilmente manipolabile.

Non solo, anche la loro posizione da dipendenti pubblici influisce sul giudizio perché come tali, avrebbero dovuto dare l’esempio e fungere da figura di riferimento, invece sono stati gli orchi che hanno aggredito una pendolare che frequentava spesso i bus pubblici per andare dalla casa dei genitori a quella dei nonni e viceversa, ma anche per passare il tempo.

Ancora, le evidenti problematiche mentali e dunque la vulnerabilità della giovane, erano motivi in più per aiutarla nelle difficoltà e non per farle violenza.

Il processo inizierà il prossimo 7 luglio e la vittima è già stata ascoltata nel corso dell’udienza in Camera di Consiglio, dove ha parlato in forma protetta per diverse ore, confermando le violenze subite senza mai utilizzare tale parola.

Nelle intercettazioni telefoniche si sente il pianto di uno degli autisti coinvolti, un altro dimostra tranquillità poiché crede che i vecchi video non siano ormai più esistenti, un altro accusa i colleghi, in ogni caso, se confermata, si tratta di una violenza molto grave e a quanto pare non è la prima denunciata dalla ragazza, già abusata dal vicino di casa all’età di 14 anni.