Crisi idrica, dichiarato lo stato di emergenza

La grave crisi idrica ha indotto le Regioni a chiedere al Governo lo stato di emergenza. Si prevedono razionamenti, chiusure e turnazioni.

Mario Draghi
Mario Draghi – Nanopress.it

Al fine di evitare che le Regioni si muovano in disordine sparso per risolvere ciascuna per sé il problema della carenza idrica, è in arrivo un decreto del governo Draghi, invocato anche da Matteo Salvini.

Dichiarazione dello stato di emergenza

I presidenti delle Regioni incontreranno oggi la Ministra Maria Stella Gelmini e domani si terrà la Conferenza Stato – Regioni, a cui parteciperà Fabrizio Curcio, capo della protezione civile, per concordare misure di razionalizzazione atte a evitare gli sprechi e ad ottimizzare i consumi, dando la priorità agli utilizzi indispensabili, quali le irrigazioni, anziché, per esempio, il riempimento delle piscine (anche se forse, con queste temperature, chi ha una piscina l’avrà già bella che riempita).

Si profila anche un accordo con le aziende energetiche per prelevare acqua dai bacini lacustri ed un eventuale chiusura notturna del flusso idrico.

In ogni caso, la decisione finale sarà presa dalle Regioni, che emetteranno apposite ordinanze, come riportato nel Corriere della Sera, in accordo con la protezione civile, per salvaguardare industria e agricoltura.

I Comuni, dal canto loro, hanno già emesso ordinanze in relazione agli usi civili, che prevedono limitazioni, divieti, chiusure e misure varie, quali, per esempio, il divieto di lavaggio delle automobili.

Nella giornata di ieri si è svolto un vertice interministeriale dei capi di gabinetto alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Roberto Garofoli.

I Presidenti delle Regioni, come riporta ancora il Corriere, chiederenno lo stato di emergenza.

Con lo stato di emergenza in vigore, l’acqua potrà essere utilizzata solo per usi umani e agricoli.

I Governatori chiederanno anche investimenti volti a realizzare nuovi invasi, anche prevedendo di spendere somme stanziate ad hoc nel PNRR.

Fonti del Governo fanno sapere che lo stato di emergenza sarà dichiarato.

In base a questo, le aziende agricole potranno ottenere sostegni che andranno a compensare i mancati raccolti e eventuali forniture di autobotti, se dovessero rivelarsi necessarie.

Per quel che riguarda i fondi del PNRR e gli approvvigionamenti dalle aziende elettriche sarà necessario un accordo politico, poiché è evidente che poi anche le aziende elettriche stesse chiederebbero adeguati sostegni e ristori, se private di una parte della loro acqua che venisse destinata all’agricoltura.

Fiume
Fiume in secca – Nanopress.it

La situazione nelle diverse regioni d’Italia

Il Po nel frattempo è in una situazione mai vista prima d’ora verificatasi a memoria d’uomo e di libro: il suo livello rispetto allo scorso anno è inferiore di ben tre metri, secondo la misurazione della Coldiretti.

L’Autorità di bacino al momento non ha sospeso i prelievi ma li ha ridotti del 20 per cento.

In Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Lombardia intanto il problema più grave è rappresentatto dalla carenza di acqua potabile.

Il Piemonte ha chiesto aiuti alla Valle d’Aosta, soprattutto per 145 Comuni della Val d’Ossola e della provincia di Novara.

In Lombardia si registrano carenze in provincia di Bergamo; in Emilia Romagna sull’Appennino nella provincia di Parma e nell’area del Delta del Po.

Il Governatore di quest’ultima Regione si appresta a dichiarare lo stato di calamità, mentre Nicola Zingaretti nel Lazio prenderà la stessa decisione nella giornata di domani, soprattutto per la zona della Città metropolitana di Roma: misura, questa,che consentirà di prendere provvedimenti nell’immediato.

Provvedimenti che saranno efficaci però solo a breve termine.§

Nel medio periodo, se non pioverà, e di pioggia non se ne prevede l’ombra, è proprio il caso di dire, la produzione di mais e foraggi potrebbe ridursi del 30-50 per cento in Lombardia, secondo le stime di Confagricoltura, come dichiarato da Riccardo Crozzi.

Se si considera che nella Pianura Padana si concentra il 30 per cento della produzione agricola italiana, è evidente la portata della crisi e la sua gravità.

Intanto nel Lazio, nel frosinate e nella pianura pontina i razionamenti per l’agricoltura sono già iniziati: dalle 12 alle 18 rubinetti chiusi.

All’interno di ATO 2, area che comprende anche Roma e che è stata interessata da lavori di ammodernamento dell’acquedotto a partire dal 2017, quando si verificò la precedente siccità, ammodernamento che ha consentito il recupero di 100 milioni di metri cubi d’acqua, al momento non sono previsti turni di chiusura.

Così ha dichiarato il Governatore Zingaretti, che nel contempo però definisce grave la situazione, ed afferma che comunque lo stato di calamità sarà ugualmente dichiarato proprio al fine di consentire prelievi che non costringano alle chiusure all’interno dell’area ATO 2.