Covid, in Italia contagi aumentano ma nessuna Regione rischia il giallo

Continua l’aumento dei casi osservato nelle ultime settimane, l’OMS: “Asia ed Europa rischiano 500mila morti”, ma ricoveri e decessi restano bassi. Speranza: "Numeri italiani tra i migliori, ma bisogna insistere sulle vaccinazioni".

Il ministro della Salute Roberto Speranza in conferenza stampa per parlare dei contagi da Covid in Italia

Foto Shutterstock | Alessia Pierdomenico

Continua l’aumento dei casi di positività al Coronavirus in Italia e in Europa: ormai si parla a tutti gli effetti di una nuova “ondata” epidemica, la quarta, che però dovrebbe essere molto diversa dalle precedenti per i Paesi con un alto livello di vaccinazioni, come l’Italia.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito che Europa ed Asia rischiano altri 500mila morti da qui a febbraio, ma abbattibili a 180mila solo con le misure di protezione come le mascherine.

A livello europeo, preoccupa il basso livello di vaccinazione negli Stati dell’est dove l’aumento dei casi ha portato, di conseguenza, anche più ospedalizzazioni e decessi.

La situazione in Italia

Dopo mesi di continua discesa, nelle ultime settimane i nuovi casi di positività al Coronavirus sono tornati a crescere.

Nell’ultimo report della Cabina di regia si segnala l’aumento dell’incidenza settimanale dei nuovi casi ogni 100mila abitanti, salito a 53 ogni 100mila abitanti, rispetto ai 46 del report precedente. Questi dati si riferiscono alla settimana tra il 29 ottobre e il 4 novembre.

Tra il 13 ottobre e il 26 ottobre, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,15, al di sopra della soglia epidemica come non accadeva da due mesi, e in aumento rispetto alla settimana precedente. È stabile, ma sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui ricoveri ospedalieri (1,12 rispetto a 1,13 della settimana precedente).

Tutte le Regioni risultano classificate a “rischio moderato”, ma nesssuna rischia il cambio di colore in giallo.

Tasso di occupazione dei pazienti COVID-19 fornito da AGENAS

Il livello delle ospedalizzazioni rimane costante, a livelli relativamente bassi: il tasso di occupazione dei pazienti COVID-19 in terapia intensiva è al 4%, mentre quello delle aree mediche non critiche è al 5%.

La situazione in Europa

L’Organizzazione mondiale della sanità ha definito Europa ed Asia i nuovi epicentri della Pandemia.

L’Oms ha avvertito che in queste regioni si rischiano 500mila morti, dopo l’aumento del 55% dei nuovi casi di Covid nelle ultime quattro settimane. Le cause sono i bassi tassi di vaccinazione e le poche misure di protezione come mascherine e distanziamento. Il solo utilizzo delle mascherine potrebbe salvare 188mila vite.

Mappa del rischio dell’ECDC

La differenza tra i Paesi maggiormente vaccinati e quelli con minore copertura vaccinale è lampante nella cartina del rischio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC): l’est europeo è in grosse difficoltà e per l’ECDC desta “estrema preoccupazione“.

Speranza: “Insistere sulle vaccinazioni”

I numeri italiani sono tra i migliori, l’incidenza è di gran lunga più basso rispetto ai grandi Paesi europei. Ma i numeri dell’Oms dicono che bisogna insistere sulle vaccinazioni” ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza in conferenza stampa.

Nella stessa conferenza stampa sono intervenuti il commissario straordinario per l’emergenza, il generale Francesco Figliuolo, e il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico Franco Locatellli.

Il generale Figliuolo ha assicurato che ci sono dosi di vaccini disponibili per tutti gli italiani che vorranno vaccinarsi, a prescindere dal numero della dose da fare.

Locatelli ha insistito sull’importanza della vaccinazione: “Il ministro della salute Spahn in Gemania ha parlato di pandemia dei non vaccinati. Il rischio di sviluppare malattia grave è significativamente diverso tra vaccinati e non vaccinati: nella fascia 60-79 anni c’è un rischio 21 volte superiore di finire in TI per i non vaccinati” ha detto Locatelli che ha dato delle informazioni sull’uso del Molnupiravir in Italia. “Aifa si è già attivata anche per poter garantire l’acquisizione di un numero di dosi adeguate di Molnupiravir, già approvato nel Regno Unito”.

Parole di Cesare Treccarichi

Giornalista, collaboro con l'Agenzia di stampa Italpress e con Giornalisti al Microfono, ex Pagella Politica. Mi occupo dei principali temi economici e politici del giorno.

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