Covid, cosa fare se si contrae l’infezione in vacanza

Arrivano le sospirate vacanza, ma lo spettro del Covid è sempre presente, vediamo quindi cosa fare se si contrae l’infezione in vacanza.

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Viaggiare – Nanopress.it

Purtroppo i contagi stanno aumentando proprio in questo periodo, per questo è importante capire come agire in caso di positività.

Tutti in vacanza tranne il Covid

Il virus che ha messo in ginocchio l’Italia e non solo, sotto tanti punti di vista, non vuole proprio andare in vacanza, anzi si sta facendo sempre più forte evolvendosi in diverse varianti in grado di aggirare le nostre difese immunitarie.

L’ultima è la Omicron 5, per cui si sta lavorando ai vaccini, che saranno disponibili da settembre con la campagna vaccinale promossa molto già in questi giorni.

Prima di allora però, ovviamente tutti andranno in vacanza e si concederanno momenti di svago insieme alla famiglia e agli amici, purtroppo però anche se si avrebbe voglia di leggerezza e spensieratezza, è proprio questo il periodo dell’anno in cui abbassiamo la guardia e potremmo rischiare di contrarre l’infezione.

La possibilità di risultare positivi durante le ferie, che accomunano milioni di italiani che si preparano a partire verso le mete del nostro Paese e quelle fuori dai confini, non è per nulla remota, per questo il portale Viaggiare Sicuri, di proprietà della Farnesina, guida i viaggiatori in tal senso consigliando cautela poiché l’emergenza sanitaria è tutt’altro che conclusa e i Paesi di destinazione per chi viaggia all’estero possono ancora adottare misure restrittive, anche estemporanee.

Cosa fare in caso di positività

Chiunque deve considerare che qualsiasi spostamento, soprattutto verso l’estero, potrebbe comportare il rischio di contrarre il virus e questo ha conseguenze diverse a seconda di dove ci si trova.

Quindi, prima di partire bisogna controllare bene le normative vigenti nel Paese di destinazione, mentre se decidiamo di viaggiare in Italia, la regola prevede che il soggetto positivo sia isolato per una settimana se questo ha completato il ciclo vaccinale da non più di 120 giorni. Tutti gli altri dovranno rispettare un isolamento del periodo di 10 giorni.

Ovviamente questo periodo finisce definitivamente quando il tampone che viene effettuato l termine, risulta negativo.

Se decidiamo di raggiungere le mete estere dobbiamo fare riferimento alle regole sanitarie della nazione di riferimento, ad esempio nel Regno Unito non c’è l’isolamento obbligatorio per chi risulta positivo e la scelta è personale, in altri Stati ci sono diverse forme di isolamento modulate in base alle vaccinazioni e ai sintomi.

In Francia vige la regola italiana dai 7 giorni, però si può interrompere l’isolamento al quinto giorno se c’è il tampone negativo.

In Spagna non c’è l’isolamento per quanto riguarda gli asintomatici, che però hanno l’obbligo di mascherina per 10 giorni, in modo da evitare contatti nei luoghi affollati, specialmente verso le perone fragili.

Una novità è quella che riguarda le compagnie assicurative, infatti, dato l’aumento dei casi di Covid, molte offrono una polizza che copre le spese correlate a un’eventuale positività durante il periodo delle ferie, una di queste è EuropAssistance che con la sua garanzia Covid Protection dà diritto al prolungamento del soggiorno fino a 15 giorni e il diritto al rimborso delle spese di vitto e alloggio.

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Altro esempio è la garanzia Rimborso della compagnia assicurativa Sì Viaggiare, di proprietà di Reale Mutua, che copre le spese mediche da sostenere all’estero in caso di positività, offerte simili sono anche quelle fornite da Allianz Assistance e Axa Assicurazione Viaggio.

Dunque, prima di mettersi in viaggio, è consigliabile, a scopo preventivo, stipulare una buona assicurazione che abbia un pacchetto completo per coprire ogni esigenza in caso di contrazione dell’infezione.