Coronavirus: cosa significa zona protetta e come fare l'autocertificazione

Il nuovo decreto chiarisce che non esistono più le vecchie 'zone rosse' e 'arancioni', con i Comuni in quarantena. Le regole per contrastare la diffusione del coronavirus valgono per tutta Italia.

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autocertificazione coronavirus

Foto Shutterstock | veselolane

Il Dpcm “Io resto a casa” in vigore dal 10 marzo chiarisce le nuove regole che gli italiani devono seguire per contrastare la diffusione del coronavirus nella penisola. L’Italia si ferma in attesa di vedere scemare l’emergenza e diventa, da nord a sud, zona protetta: cosa significa? Lo vediamo di seguito, chiarendo anche come fare l’autocertificazione se ci si trova nella necessità di spostarsi dal proprio domicilio.

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Zona protetta, cosa significa?

Cosa vuol dire che “tutta Italia è zona protetta”? In pratica l’intera Italia è stata messa in autoisolamento. Non ci sono più zone rosse focolaio del coronavirus che devono sottostare a determinate direttive, ma è tutto il paese che deve seguire determinate misure. Il nuovo decreto legge del consiglio dei ministri stabilisce regole che valgono su tutto il territorio nazionale.

Bisogna stare a casa, dunque, nel proprio domicilio e comune di residenza, in quanto sono limitati quanto più possibile gli spostamenti delle persone. Ciò vale in tutta Italia. Viaggi, gite, incontri in luoghi pubblici sono vietati per evitare assembramenti che possano facilitare la diffusione del virus. Deroghe sono previste in caso di comprovate necessità.

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Il testo del governo chiarisce, infatti, che è possibile spostarsi da casa per andare a lavorare oppure per recarsi al supermercato o al mercato rionale fare la spesa. Ma anche per motivi di salute (devono essere provati da un certificato medico) e in generale per qualsiasi comprovato “stato di necessità”. Un esempio è il bisogno di fornirsi di farmaci o alimenti che non sono in vendita nel proprio Comune.

Proprio per permettere alle persone di potersi muovere in caso di comprovata necessità non è stato posto alcun blocco dei trasporti pubblici né privati. Occorre ovviamente attenersi alle regole già note, ossia seguire le normali precauzioni sanitarie e mantenere le distanze di sicurezza per evitare un eventuale contagio.

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Come fare l’autocertificazione

Nei casi sopra citati (andare a lavoro, fare la spesa, etc.) è possibile muoversi, ma occorrerà mostrare, se viene richiesta, una autocertificazione cartacea compilata in ogni sua parte. Sulle strade, autostrade, presso gli aeroporti e le stazioni sarà quindi possibile incontrare posti di blocco con controlli da parte delle forze di polizia. È a loro che andranno mostrate le autocertificazioni che provano la necessità dello spostamento.

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Le autocertificazioni possono essere compilate anche al momento. Le forze dell’ordine forniranno la copia da compilare. Bisogna stare attenti a non dichiarare il falso perché si può incorrere in sanzioni penali che sono già previste per la “dichiarazione non veritiera”.

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Cosa rischia chi non si attiene alle regole

Il nuovo decreto del governo stabilisce che chi non si attiene alle misure in esso contenuto viene punito con l’arresto fino a tre mesi e una multa fino a 206 euro. Chi è risultato positivo al virus e si muove dalla quarantena obbligatoria può incorrere nel reato di delitto colposo contro la salute pubblica.cIl divieto di muoversi da casa resta quindi assoluto per i contagiati e malati di Covid-19 che si trovano in quarantena domiciliare con i sintomi della malattia. Lo stesso discorso vale per chi è positivo anche se non presenta sintomi evidenti, e per chi è stato a contatto con un malato.

Nuove misure per l’Italia zona protetta

Se i negozi di generi alimentari, i supermercati, i mercati rionali non chiudono, tutte le altre attività subiscono una serrata. Bar e ristoranti possono stare aperti fino alle ore 18, senza assembramenti anche all’aperto. I gestori, pena la chiusura, dovranno far rispettare la distanza di sicurezza di un metro.

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Restano chiusi i teatri, i musei, i cinema e qualsiasi altro luogo di cultura, così come le scuole di ballo, sale giochi, bingo. Stop a eventi sociali, congressi e meeting di ogni tipo. Stop allo sport agonistico aperto al pubblico, compreso il campionato di calcio fino al 3 aprile. Chiusi anche tutti gli impianti sciistici d’Italia. Palestre, piscine e centri sportivi al coperto restano aperti solo se è possibile rispettare la distanza di sicurezza tra le persone presenti nelle sale e negli spogliatoi.

Fino al 3 aprile le scuole e le università restano chiuse e sono sospesi anche master e corsi professionali. Sarà possibile per le scuole e i docenti organizzare corsi e lezioni online, mentre alle aziende si chiede di preferire – se possibile – lo smart working.

Cosa fare in caso di febbre?

Se ci si sente male, si ha fatica a respirare e si ha la febbre maggiore di 37,5 gradi bisogna restare a casa e telefonare al proprio medico. Occorre limitare al massimo i contatti sociali. Nei casi più gravi si può chiamare il 112 o il 118 per chiedere un ricovero o di sottoporsi al tampone, ma non bisogna mai recarsi al pronto soccorso.

Parole di Kati Irrente

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