Caso Gregoretti, Salvini lancia la sfida alla magistratura

La Giunta delle immunità del Senato ha dato il proprio via libera al processo all'ex Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sul caso Gregoretti: respinta, su espressa richiesta del Capitano, dai senatori leghisti la proposta del Presidente Gasparri di negare l'autorizzazione a procedere; assente la maggioranza che diserta il voto.

Matteo Salvini, caso Gregoretti

Foto Getty Images | Ernesto S. Ruscio

Sul caso Gregoretti, e dunque sulla possibilità di mandare a processo il leader della Lega Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona aggravato relativamente alla vicenda dei 131 migranti bloccati lo scorso luglio a bordo della nave della guardia costiera italiana, l’ultima parola spetterà all’Aula di Palazzo Madama: è quanto stabilito ieri dalla Giunta delle immunità del Senato, che ha dato il proprio via libera al processo nei confronti dell’ex Ministro dell’Interno. Su espressa richiesta del leader del Carroccio, a dare l’ok sono stati proprio i 5 senatori della Lega presenti in Giunta, i quali hanno respinto la proposta del Presidente Gasparri di negare l’autorizzazione a procedere. Assente invece la maggioranza di governo composta da Pd, M5s, Iv e Leu, che già nel pomeriggio aveva deciso di disertare la riunione e la conseguente votazione in Giunta, ritenendola illegittima dopo l’intervento della Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, in Giunta per il regolamento. A favore della proposta hanno perciò votato solamente i 4 senatori di Forza Italia e l’unico di Fdi: nella situazione di pareggio il regolamento del Senato ha fatto prevalere i voti contrari.

Caso Gregoretti: la strategia di Salvini in vista delle elezioni in Emilia-Romagna

A pochi giorni dalle elezioni regionali in Emilia-Romagna dunque, sul caso Gregoretti le parti sembrano paradossalmente essersi invertite, ma è facilmente intuibile come in realtà dietro a quanto successo ieri si nascondino semplici calcoli elettorali. La contromossa del Capitano, che il giorno prima della votazione in Giunta aveva chiesto ai suoi di votare a favore del processo, ha infatti spiazzato la maggioranza di governo, che a questo punto si è trovata obbligata a sottrarsi alla votazione in Giunta per non appiattirsi sulla linea dettata dall’avversario politico e soprattutto per non fornire al leader della Lega una facile argomentazione negli ultimi giorni di campagna elettorale. Dall’altra parte, la sfida alla magistratura lanciata da Matteo Salvini è chiaramente l’ultimo asso nella manica che il Capitano, da vero e proprio gambler, si è voluto giocare per guadagnare ulteriori consensi in vista del voto regionale di domenica.

In mattinata l’ex Ministro dell’Interno aveva citato Guareschi: “Ci sono momenti in cui per arrivare alla libertà bisogna passare dalla prigione. Sono pronto”. E così, appena appresa la notizia della votazione in Giunta, il leader del Carroccio ha dato avvio alla fase finale della sua personalissima e mastodontica campagna elettorale, con la candidata leghista Lucia Borgonzoni sempre più sullo sfondo. La prima mossa è stata la creazione da parte della Lega del sito Digiunopersalvini.it, che invita i militanti del partito e i fan del Capitano ad aderire all’iniziativa lanciata dallo stesso Matteo Salvini: digiunare per un giorno in segno di protesta in vista di quello che ha già definito “un processo contro il Popolo italiano”. Infine, arriva l’appello a tutti gli avvocati disponibili a partecipare alla sua difesa, per i quali sarà aperto “un indirizzo email ad hoc”. Il dubbio di molti militanti ed elettori leghisti però è che il proprio Capitano stavolta stia tirando eccessivamente la corda.

Parole di Luca Fiori

Redattore e Copywriter appassionato di politica e viaggi, mi piace scrivere di vari argomenti. Laureato in Storia e Società presso l'Università Roma Tre.

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