Brexit: cosa cambia da oggi per chi vuole andare in Inghilterra

Con la Brexit l'Inghilterra esce dal programma Erasmus e per viaggiare sarà necessario il passaporto (ma non il visto) per soggiorni fino a 3 mesi

tower bridge londra

Foto Getty Images | Andrew Redington

Oggi, venerdì 1 gennaio, la Brexit è diventata realtà e la Gran Bretagna è definitivamente uscita dall’Unione Europa. Dopo l’accordo commerciale con l’UE, raggiunto lo scorso 24 dicembre, saranno diverse le cose a cambiare per chi vorrà viaggiare verso l’Inghilterra.

Per andare in Inghilterra da oggi servirà il passaporto

Dal 1 gennaio, infatti, per recarsi in Inghilterra sarà necessario il passaporto, senza visto, per viaggiare e fermarsi nel Paese fino a tre mesi. Situazione diversa per chi dovrà soggiornare per più tempo nel Paese, per motivi di studio o lavoro. In questo caso servirà un visto analogo a quello richiesto per viaggiare negli Stati non comunitari.

Per i circa 4 milioni di europei già residenti in Inghilterra, il mantenimento dei diritti ottenuti prima della Brexit saranno soggetti all’iscrizione, entro giugno 2021, nel registro del EU Settlement Scheme che tutela un trattamento equiparato a quello dei cittadini britannici.

L’Inghilterra istituisce uno schema di scambi globali intitolato ad Alan Turing

Cambia totalmente la situazione per tutti coloro che sognano di studiare in Inghilterra. Prima di tutto, il Paese esce dal programma Erasmus, che verrà sostituito con uno schema di scambi globali, intitolato al matematico Alan Turing, esteso anche ad America e Asia.

Per questo nuovo programma Gavin Williamson, ministro dell’Istruzione, ha promesso uno stanziamento iniziale di 100 milioni di sterline. Questa cifra sarà in grado di coprire nel 2021 i costi de soggiorni per almeno 35mila studenti.

Per chi invece si iscriverà nelle università inglesi, dal 2021 pagherà una retta piena, al pari di quella pagata dagli extracomunitari e che in alcuni casi può superare i 30mila euro.  

Le liste di priorità per limitare gli ingressi

Per quanto riguarda invece il roaming telefonico, con la Brexit le cose cambieranno e in Inghilterra, i turisti con sim italiane, dovranno fare riferimento al proprio operatore telefonico per quanto riguarda gli addebiti e le tariffe.

In Inghilterra, per limitare gli ingressi, sono introdotte delle liste di priorità. Per entrare nel Paese servirà: un contratto di lavoro già garantito con un salario minimo annuo loro da 25.600 sterline. Saranno inoltre valutati le specializzazioni e la padronanza della lingua inglese.  

Parole di Benedetta Minoliti

Benedetta Minoliti, nata a Milano il 24 marzo 1993. Sono laureata in Lettere moderne all’Università degli Studi di Milano e diplomata presso la Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano. Non esco mai di casa senza le cuffie, ascolterei la musica anche mentre dormo e adoro scattare polaroid. Collaboro con AlaNews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection.

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