Brescia: tutta la provincia in zona arancione rafforzata. Bertolaso: siamo di fronte alla terza ondata

L'aumento dei casi e la diffusione delle varianti ha portato alla decisione di aumentare le restrizioni nella zona

La dottoressa Annalisa Malara (C), in possesso di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), saluta i suoi colleghi mentre si trovano accanto a un paziente dell'Unità di Terapia Intensiva COVID-19 dell'Ospedale Maggiore di Lodi, durante una visita ai suoi colleghi un anno dopo dalla prima diagnosi di COVID-19 in Italia l'11 febbraio 2021 a Lodi, vicino a Milano, in Italia. Annalisa Malara, anestesista che lavorava in un vicino ospedale di Codogno lo scorso anno, ha diagnosticato il primo caso COVID-19 in Italia con un tampone nasofaringeo il 20 febbraio 2020, nonostante il paziente - un atleta sano di 38 anni - non soddisfano i criteri nazionali per i nuovi test sul coronavirus

Foto Getty Images | Emanuele Cremaschi

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana firmerà oggi un’ordinanza con la quale tutta la provincia di Brescia, i comuni di Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Caleppio, Credaro e Gandosso in provincia di Bergamo e Soncino, in provincia di Cremona, saranno dichiarati zona arancione rafforzata.

La decisione è stata presa al fine di mitigare e contenere la diffusione dei contagi oltre che la diffusione delle varianti, che attualmente risulta attualmente aver colpito il 39% dei positivi del bresciano. La zona più in difficoltà è la Franciacorta: dall’ospedale di Chiari fanno sapere che i casi sono spesso gravi e l’età media dei malati è intorno ai 50 anni, più bassa di quella dei ricoverati in autunno.

Guido Bertolaso, medico e consulente di varie regioni tra cui la Lombardia, al consiglio regionale lombardo ha dichiarato che, alla luce di questi dati, si può dire che siamo di fronte alla terza ondata. Un annuncio atteso ma anche molto tenuto. La situazione è sotto controllo nelle strutture ospedaliere lombarde e la pressione è inferiore rispetto ai mesi autunnali, ha spiegato, ma a Brescia i casi sono in costante aumento, con un’incidenza, doppia rispetto al resto delle province lombarde, e i reparti di rianimazione sono sotto stress, tanto da spostare alcuni pazienti in strutture della zona. Si è deciso perciò di agire in maniera immediata, senza aspettare ulteriormente.

Cambia la strategia vaccinale in Lombardia

Letizia Moratti, vicepresidente della Lombardia e assessora al Welfare, ha spiegato sempre al consiglio regionale, che verrà riformulata la distribuzione dei vaccini. Come ha spiegato Bertolaso: “verranno concentrati, nei limiti del possibile e delle linee guida del ministero, le attività di vaccinazione. In particolare partendo dai comuni al confine tra la provincia di Brescia e di Bergamo con presenza importante di focolaio di contagio legato alle varianti e situazione di tensione legata alla saturazione delle Terapie Intensive locali“.

Da giovedì si partirà dunque a vaccinare in tutta la zona arancione rafforzata, pur cercando di mantenere la somministrazione a tutta la popolazione over 80 residente in Lombardia.

Un tentativo di agire in maniera mirata sul focolaio prima che si riparta con l’ennesima grave diffusione del Covid. Intanto però, l’Ordine dei medici di Brescia chiede provvedimenti impopolari subito.

Brescia sarà zona arancione rafforzata: cosa si può fare

Nella zona arancione rafforzata saranno attive le norme della zona arancione più alcune restrizioni ulteriori.

Il coprifuoco sarà sempre in vigore, saranno vietati l’uscita dalla Regione, gli spostamenti non necessari tra comuni al di sopra dei 5 mila abitanti e comunque massimo entro 30 km e recarsi nei capoluoghi di Provincia.

La scuola sarà per tutte le classi a distanza, il trasporto pubblico sarà ridotto al 50%, chiuse sale giochi e scommesse, centri commerciali nei festivi e prefestivi, bar e ristoranti sempre (consentito asporto fino alle 18). Chiusura totale anche per musei e gallerie, piscine, palestre, teatri, cinema, sono aperti però i centri sportivi.

Parole di Carlotta Tosoni

"Una cosa bella è una gioia per sempre" diceva John Keats. Provo ad applicare questi versi nella pratica cercando e studiando tutto ciò che è esteticamente e intellettualmente interessante. Infatti arte, bellezza e comunicazione sono sempre stati la mia guida nello studio, nel lavoro e nella vita: ricercare contenuti validi da esprimere in maniera piacevole e da comunicare efficacemente. Solo così si può provare a cambiare le cose. La mia formazione è stata economica e artistica, la scrittura il mio mezzo preferito per raccontare il mondo, le mie passioni la storia dell’arte, il beauty, lo sport. Dal 2020, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection.

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