Coronavirus, il bollettino di oggi: 4.458 nuovi casi e altri 22 decessi

Secondo un rapporto dell'Iss in Italia l’1% delle vittime del Coronavirus ha meno di 50 anni. Nel nostro Paese rapporto positivi-testati sopra 4%

Coronavirus

Foto Getty Images | John Moore

Continua a crescere il numero dei nuovi casi di Coronavirus in Italia: secondo i dati diffusi dal ministero della Salute, sono stati 4.458 nelle ultime 24 ore, ieri invece erano stati 3.678. Nuovo record anche del numero dei tamponi effettuati: 128.098. Oggi sono stati registrati 22 decessi, ieri se ne contavano invece 31. Ci sono inoltre altri 1.060 guariti e 143 ricoverati, 21 in più in terapia intensiva.

Le Regioni che hanno fatto registrare il maggiore incremento di casi sono Campania (757), Lombardia (683) e Veneto (491). 

“Non abbiamo i numeri di altri paesi europei ma da 9 settimane ormai i nostri numeri crescono e cresceranno ancora”. A dirlo è il ministro della Salute Speranza all’EY Capri Digital Summit “A New Brave World”, che avverte: “Abbiamo bisogno che le misure adottate – dall’uso delle mascherine a lavarsi le mani e evitare assembramenti – siano rispettate in maniera molto molto molto puntuale”.

E ancora: “È il momento secondo me – aggiunge il ministro – di alzare il livello di attenzione, alzare il livello di guardia e anche recuperare quello spirito di sinergia, di unità nazionale, di grande coordinamento che ci ha accompagnati nei giorni più difficili”.

Rapporto Iss: in Italia l’1% delle vittime ha meno di 50 anni

Dal report dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da Coronavirus emerge che sono 407 i pazienti con meno di 50 anni che hanno perso la vita a causa del virus. Si tratta dell’1% (su un totale di 36.008 morti).

Più nello specifico, 89 avevano meno di 40 anni e, di questi, 14 non avevano diagnosticate patologie di rilievo. Il rapporto, aggiornato al 4 ottobre, indica anche che durante i mesi estivi è aumentata l’età media dei decessi. “Il dato può essere spiegato da maggiori conoscenze sull’infezione e maggiori capacità di cura”, spiega l’Iss in un tweet. L’età media dei pazienti deceduti e positivi a Sars-CoV-2 è 80 anni ed è più alta di oltre 25 anni rispetto a quella di coloro che hanno contratto l’infezione.

Mettendo a confronto le caratteristiche nei decessi nei due trimestri marzo-maggio e giugno-agosto 2020, è possibile notare un lieve aumento dell’età media nei mesi estivi (si è passati da 77,8 a 81,7 anni) e un aumento dei decessi di persone con tre o più patologie preesistenti, in particolare fibrillazione atriale e demenza, più che raddoppiate.

La complicanza più diffusa nei pazienti che hanno perso la vita è stata l’insufficienza respiratoria (94,7% dei casi), seguita da danno renale acuto (23,2%), sovrainfezione (18,2%) e danno miocardico acuto (10,9%). La terapia maggiormente applicata nel corso del ricovero è stata quella antibiotica (86,6% dei casi), seguita da quella antivirale (57,9%). Più raro invece l’impiego del trattamento con corticosteroidi (43,5%). Solo nel 26,3% dei casi sono state usate tutte e tre le terapie.

Coronavirus, in Italia rapporto positivi-testati sopra 4%

I dati raccolti a livello internazionale a marzo e aprile, dunque nel corso della cosiddetta ‘prima ondata’ della pandemia di Coronavirus, mostrano che i Paesi che hanno meglio contenuto la diffusione del virus sono stati quelli capaci di mantenere il rapporto tra casi positivi e persone testate al di sotto del 3%”.

È l’analisi del fisico Giorgio Sestili e di Monica Murano, anche lei dottoressa in Fisica. In Italia abbiamo oltrepassato il 25 settembre questo valore soglia, mentre dal 3 ottobre siamo stabilmente sopra al 4%“.

Per Sestili e Murano in Italia: “dovremmo correre ai ripari e aumentare il numero di test per scendere sotto la soglia del 3%. Perché spiegano: “Il nostro argine è crollato: dobbiamo ricostruirlo in fretta. E dovremmo migliorare il tracciamento dei contatti, perché farlo velocemente permette di intercettare i cosiddetti pre-sintomatici, che sono diffusori inconsapevoli del Coronavirus per il 45% dei contagi”. 

E ancora, ricordano i due fisici: “Laviamoci spesso le mani e soprattutto non tocchiamoci la faccia! No, neanche quando ci prudono gli occhi”. I due invitano anche a scaricare l’app Immuni: “teniamola sempre attiva, la nostra privacy non è in pericolo. Infine: Vacciniamoci contro l’influenza, perché questo aiuta il sistema di testing e ne evita il sovraccarico“.

Parole di Alanews

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