Bimbi migranti al confine tra Messico e Stati Uniti marchiati con numeri sulle braccia

Da giorni negli Stati Uniti si discute molto delle condizioni in cui si trovano i migranti, soprattutto i minori, al confine con il Messico, e le misure a cui vengono sottoposti

Bimbi migranti al confine tra Messico e Stati Uniti marchiati con numeri sulle braccia

Ci sono centinaia di bambini nella carovana di migranti che da settimane preme al confine tra Messico e Stati Uniti. Il loro destino è di essere separati dai genitori, se va bene, perdere la vita, se va male. La scorsa settimana una bambina del Guatemala di nemmeno 8 anni è morta poco dopo essere stata presa in custodia dalla polizia di frontiera Usa. Nessuno si era accorto che era fortemente disidratata e denutrita, non mangiava da giorni. In queste ore un video che mostra i bambini segnati con numeri progressivi sulle braccia sta facendo indignare il mondo, riportando alla memoria le schedature naziste.

Il video diventato virale

I bambini migranti con i numeri identificativi scritti sulle braccia sono stati ripresi in un video fatto circolare dalla rete Nbc. Immediati si sono alzati i cori di indignazione per il metodo troppo simile alla pratica nazista di tatuare sulle braccia degli ebrei i numeri di detenzione nei campi di sterminio.

Va ricordato che le immagini dei bimbi marchiati giravano già da qualche settimana. Il primo a pubblicarle è stato il fotografo dell’agenzia di stampa Reuters, José Luis González, che segue la carovana dei migranti arrivata al confine messicano dall’Ecuador e ha fotografato quello che accade a Ciudad Juarez nella gestione dei migranti.

Le polemiche e le precisazioni

Dopo le polemiche scoppiate sui social a proposito dei bambini migranti al confine tra Messico e Stati Uniti con i numeri identificativi scritti sulle braccia, sul quotidiano israeliano Haaretz è arrivata una sorta di precisazione circa gli autori: “I numeri dei bambini migranti sono scritti con dei pennarelli dagli agenti della polizia di frontiera messicana, non dagli americani”, si legge sulle pagine del giornale.

Parole di Kati Irrente

Giornalista per vocazione, scrivo per il web dal 2008. Mi occupo di cronaca italiana ed estera, politica e costume. Naturopata appassionata del vivere green e della buona cucina, divido il tempo libero tra musica, cinema e fumetti d'autore.

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