Banksy perde il copyright. L'UE: "Niente diritti a un anonimo"

I giudici dell'EUIPO, l'Ufficio Europeo per la proprietà intellettuale: "Non può essere attribuito con certezza il merito a un artista che si rifiuta di rivelare la propria identità"

Banksy

Foto Getty Images | Hanna Lassen

L’artista Banksy ha perso il copyright sul suo lavoro più famoso e rischia di perdere i diritti su tutte le opere. I giudici dell’EUIPO, l’Ufficio Europeo per la proprietà intellettuale, hanno dichiarato che il celebre “Lanciatore di fiori”, apparso su un muro di Gerusalemme nel 2005, non può essere attribuito con certezza a un artista che si rifiuta di rivelare la propria identità.

La sentenza ha dato ragione alla Full Colour Black, azienda che produce cartoline ispirate all’arte di strada, che da due anni contesta il diritto di Banksy di rivendicare un marchio commerciale sul suo nome e sulle sue immagini.

È chiaro che quando Banksy ha depositato il marchio, non aveva intenzione di utilizzare l’opera per commercializzare beni o fornire servizi”, ha affermato l’EUIPO nella sua decisione. “Il problema posto dai diritti di Banksy sull’opera The Flower Thrower è chiaro: proteggere i suoi diritti di proprietà intellettuale richiederebbe la perdita dell’anonimato, che lo danneggerebbe“, specifica l’Ufficio Europeo.

Il punto centrale dei giudici rimane comunque che l’artista “ha scelto di rimanere anonimo, rendendo di fatto impossibile individuarlo, al di là di ogni dubbio, come il proprietario di quei lavori, e di dipingere soprattutto graffiti sulle proprietà private di altri senza chiedere il permesso, invece di usare supporti di sua proprietà. Per questo non può essere stabilito che l’artista abbia il copyright sui graffiti.”

Per i giudici, anche l’apertura del suo flagship store a Croydon, nella periferia di Londra, è un gesto di “cattiva fede, perché l’artista puntava a ricevere il riconoscimento del marchio UE“.

La storia di Banksy, l’artista più misterioso del mondo

Banksy è uno degli artisti più famosi e ricchi del mondo, sebbene le sue opere appaiano su muri pubblici e lui non faccia nulla per venderle.

Su chi sia Banksy si discute da tempo immemore. Si suppone che sia nato a Bristol, la città portuale nell’ovest dell’Inghilterra. Qualcuno, addirittura, dice di sapere anche il suo anno di nascita, indicato come il 1947. Un’inchiesta del 2008 del Daily Mail afferma di averlo identificato: il suo vero nome sarebbe Robin Gunningham, ex-studente della Bristol Cathedral Choir School, tesi confermata anche da uno studio della Queen Mary University. Altri ritengono che sia il musicista e graffitista Robert Del Naja della rock band Massive Attack. Ma circolano anche ipotesi secondo cui Banksy sarebbe una donna o un collettivo di sei artisti riuniti sotto il suo nome.

Più facile stimare il suo patrimonio, circa 50 milioni di sterline, derivanti dalle aste in cui le sue opere sono contese da collezionisti e gallerie di tutto il mondo. Quel che è certo, è che la storia di Banksy resta sicuramente uno dei misteri meglio celati della storia dell’arte.

Parole di Alanews

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