Virus della polio nuova arma contro i tumori cerebrali

Una versione modificata del poliovirus è stata utilizzata per trattare pazienti con una forma letale di cancro al cervello: i risultati mostrano un maggiore tasso di sopravvivenza. In futuro la terapia sarà applicata al cancro della pelle e al carcinoma mammario

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poliovirus

Il virus della poliomielite è tornato. Ma per fortuna in una versione ingegnerizzata che, sotto strettissimo controllo medico, potrebbe in futuro rappresentare l’arma definitiva contro i tumori cerebrali.

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Il virus che ha flagellato l’umanità fino al secolo scorso potrà domani rappresentare un cavallo di Troia nella guerra contro i più subdoli fra i tumori, quelli che colpiscono il cervello. I ricercatori della Duke University School of Medicine nella Carolina del Nord hanno creato una versione modificata del poliovirus per trattare pazienti con una forma letale di cancro al cervello: i risultati mostrano un tasso di sopravvivenza a tre e più anni del 21%, rispetto al 4% dei pazienti trattati con tradizionale chemioterapia. I pazienti affetti da glioblastoma recidivante trattati nello studio sono stati in tutto 61.

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Uno degli aspetti più interessanti di questa sperimentazione è la capacità del poliovirus transgenico di uccidere direttamente le cellule cancerogene e di rilasciare antigeni tumorali. Gli antigeni sono tossine che scatenano la risposta immunitaria del corpo. “Il sistema immunitario riconosce quindi questi antigeni e può innescare un potente attacco secondario sul tumore rimanente”, ha spiegato dottor Bryan Choi del Massachusetts General Hospital e del Dipartimento di Neurochirurgia di Harvard.

E non è tutto: i ricercatori intendono adattare questa cura ai pazienti affetti da cancro della pelle e carcinoma mammario.

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Come funziona il poliovirus modificato

I ricercatori hanno scoperto che il poliovirus è in grado di legarsi ad un recettore presente nelle cellule della maggior parte dei tumori. I ricercatori hanno a questo punto ibridato il poliovirus con il rinovirus, causa del raffreddore comune, scambiando quel tratto di sequenza genetica che avrebbe altrimenti consentito al poliovirus di riprodursi e proliferare all’interno delle cellule normali. Con questa misura di sicurezza il nuovo virus non è in grado di danneggiare i neuroni e causare la polio. Il virus ibrido può invece replicarsi all’interno delle cellule tumorali, processo che rilascia tossine che distruggono le cellule stesse.

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Come funziona il trattamento anticancro

Un catetere viene impiantato direttamente all’interno del cervello del paziente. Tramite tale catetere il poliovirus ingegnerizzato viene inoculato nel tumore. L’infusione dura 6 ore e mezza, poi il catetere viene rimosso.

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Maggiori tassi di sopravvivenza

Alcuni pazienti sottoposti alla sperimentazione sono sopravvissuti per ben 69 mesi (quasi 6 anni). Darell Bigner, uno degli autori dello studio e patologo presso la Duke University, specifica l’importanza della sperimentazione per il trattamento delle recidive dal momento che “con la chemioterapia, una volta che i pazienti falliscono, sono resistenti e non rispondono più”. Complessivamente, il 21% dei pazienti ha un’aspettativa di vita media di tre anni dopo il trattamento, rispetto a solo il 4% dei pazienti di controllo.

Poliovirus e chemio

Annick Desjardins, co-autore dello studio e professore di neurologia e neurochirurgia alla Duke, spiega che in futuro saranno effettuati studi per combinare gli effetti di poliovirus transgenico e chemioterapia insieme.

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Parole di Redazione

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