Violenta la figlia di 14 anni per mesi: agente di Polizia arrestato per pedofilia si impicca

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Si è impiccato l’uomo di 53 anni accusato di aver violentato la figlia di 14 anni per mesi, plagiandola a tal punto da farle credere che era normale fare sesso con lui. Il corpo dell’ agente di Polizia penitenziaria di Frosinone, arrestato con l’accusa di pedofilia e violenza sessuale aggravata, è stato trovato all’interno di una vecchia chiesa dai Carabinieri di Pontecorvo e dai colleghi della stazione di Roccasecca. L’uomo era accusato di aver abusato della figlia più piccola per almeno sette mesi: la Polizia lo aveva fermato dopo l’ordinanza cautelare emessa nei suoi confronti e lo aveva allontanato dalla casa familiare in un paese a 20 chilometri da Cassino con l’obbligo del braccialetto elettronico e il divieto di avvicinarsi a moglie e figlie. Le indagini sono partite dopo un tema della piccola che aveva messo in allarme la scuola. La madre aveva iniziato a sospettare qualcosa, anche perché l’uomo aveva avuto atteggiamenti “particolari” già con la prima figlia, oggi 28enne.

Tutto è partito da un compito in classe in cui la 14enne raccontava degli abusi sessuali, spingendo l’insegnante e il preside a sporgere denuncia. “Sono stata stuprata da papà, la prima volta fu in un giorno in cui non mi sentivo molto bene e non sono andata a scuola”, ha scritto la piccola.

Immediate sono partite le indagini del commissariato di Cassino che lo ha fermato: grazie alle indagini, la Polizia ha scoperto che le violenze avvenivano da almeno sette mesi all’interno delle mura domestiche e che l’uomo era riuscita a manipolare la figlia, facendole credere che era tutto normale.

Secondo quanto ha scritto il gip Salvatore Scalera nella misura cautelare, il comportamento dell’indagato “mostra un’indole subdola e manipolatrice, con scarsa capacità di controllo dei propri istinti sessuali”. Inoltre, “le modalità della condotta” e “il contesto familiare in cui sono state poste in essere” fanno propendere “sicuramente per la sussistenza dell’attualità e del pericolo di reiterazione di condotte analoghe o diverse”.

Già in passato l’uomo aveva mostrato atteggiamenti pericolosi nei confronti della prima figlia, ma avrebbe promesso alla moglie che non sarebbe più avvenuto: la stessa donna aveva iniziato a sospettare qualcosa e aveva detto alla figlia più piccola di non rimanere sola in casa col padre.

Parole di Lorena Cacace

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