Vicenza: uccide la moglie, fugge e si spara in bocca

Vicenza uccide la moglie, fugge e si spara in bocca

Vicenza uccide la moglie, fugge e si spara in bocca

Nuovo dramma familiare in provincia di Vicenza, nella zona industriale di Lonigo: Zoran Lukijanovic, un uomo serbo di 40 anni ha ucciso con tre colpi di pistola la moglie, Zoran Lukijanovic, 32 anni anche lei di origini serbe, poi si è dato alla fuga a piedi. Poco dopo è stato individuato dalla Polizia nell’area di servizio di Arino (Venezia) dell’autostrada A4: a quel punto Lukijanovic ha sparato altri due colpi in aria a mo’ di intimidazione, quindi ha sferrato l’ultimo colpo contro di sé, direttamente in bocca.

L’uomo stava accompagnando al lavoro in auto la compagna, quando a un certo punto è scattata l’ennesima violenta lite. In preda all’ira, il 40enne ha fermato il mezzo è sceso e si è diretto verso la porta del passeggero: è in quel momento che ha sferrato i colpi contro la donna, uccidendola. Subito dopo ha gettato a terra il cadavere ed è scappato. La fuga ha avuto breve durata, una pattuglia della Polstrada lo ha fermato poco dopo.

Non appena l’uomo si è sparato in bocca, gli agenti hanno immediatamente chiamato i soccorsi che hanno tentato un disperato trasporto in elicottero all’ospedale di Padova, rivelatosi però del tutto inutile. Due i testimoni dell’omicidio-suicidio: uno è fuggito terrorizzato non appena ha udito degli spari, il secondo dallo shock non è riuscito a dare l’allarme. E’ stato invece un operaio di una vicina fabbrica a contattare le Forze dell’Ordine, dopo essersi imbattuto nel cadavere insanguinato e nei bossoli dei proiettili.

Lukijanovic agli arresti domiciliari per atti di violenza sulla moglie

A Zoran Lukijanovic era stato notificato un divieto di avvicinamento alla moglie e all’abitazione della stessa, ad Orgiano, per atti di violenza. L’uomo si era quindi trovato un nuovo appartamento a una decina di chilometri di distanza, a Lonigo. Nonostante la misura cauterale, il 40enne aveva continuato con le aggressioni e le intimidazioni, tanto che poi era stato confinato a casa agli arresti domiciliari. Tuttavia l’uomo non ha mai rispettato nemmeno quest’ultima misura, le Forze dell’Ordine infatti non avevano più sue notizie da luglio.

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Parole di Beatrice Elerdini

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