Vaccino Johnson & Johnson, in Italia si attende il parere dell’Aifa

Dopo la richiesta di ieri, martedì 14 aprile, il vaccino prodotto da Johnson & Johnson è stato sospeso negli Stati Uniti per alcuni casi di trombosi. Le autorità federali americane hanno così raccomandato una “pausa precauzionale”.

I casi di trombosi, secondo quanto emerso, sarebbero stati tutti in donne tra i 18 e i 48 anni. Inoltre, una donna è morta e un’altra è ricoverata in gravi condizioni in Nebraska.

Questa è una raccomandazione, non è un’imposizione. Se un ente che somministra il vaccino ha un colloquio con un paziente e determina che il rapporto rischio-beneficio è appropriato, non impediremo all’ente di somministrare il vaccino. Stiamo raccomandando una pausa per un eccesso di precauzione, ma su base individuale i provider e i pazienti possono decidere”. Questo è quanto detto da Peter Marks, direttore del Center of Biologics Evaluation and Research della Fda.

La situazione in Italia

Per quanto riguarda il vaccino nel nostro Paese, ieri sono arrivate le prime 184mila dosi del farmaco di Johnson & Johnson. Questo vaccino, essendo monodose, potrebbe garantire l’accelerazione della campagna vaccinale.

Abbiamo fatto una riunione con i nostri scienziati e chiaramente con l’Aifa, siamo in collegamento con l’agenzia europea Ema e valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli americani ci daranno delle notizie più definitive, quale sarà la strada migliore” ha detto Roberto Speranza, ministro della Salute. “Penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché un vaccino importante”.

E ha aggiunto: “Il nostro auspicio è quello di poter al più presto sciogliere questi nodi e usare anche questo vaccino, che sarebbe il quarto, che a noi serve particolarmente”.

L’Aifa valuterà il vaccino Johnson & Johnson

L’Aifa, adesso, valuterà se dare il vaccino di Johnson & Johnson agli over 60 nel giro di 2/3 giorni. Inoltre, valuteranno anche se si potranno aprire le somministrazioni ai medici di famiglia, alle farmacie, come spiegato da Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, durante il suo intervento a “Porta a porta”.

Inoltre, in questo momento, è stata ritardata la distribuzione del vaccino in Europa. Entro settembre, nell’Unione, dovrebbero arriva circa 170 milioni di dosi. Con le consegne sospese, però, non è chiaro come questo impatterà sulla campagna vaccinale.