Vaccino, Crisanti contro Guerra: "Irrealistico pensare di averlo entro l'anno"

Un vaccino contro il coronavirus? Sì, ma non prima del 2022. A sostenerlo è il virologo Andrea Crisanti, ma il vicedirettore dell'OMS non è della stessa idea

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Foto Getty Images / David Greedy

Un vaccino contro il coronavirus? Dopo lo spiraglio di speranza aperto ieri dal Premier Conte, che annunciava le prime dosi del vaccino entro fine anno, il virologo Andrea Crisanti invita alla cautela: “Irrealistico pensare di averlo fra un paio di mesi“. Ma non è della stessa idea il vicedirettore dell’OMS Ranieri Guerra che, ospite ad Agorà, in onda su Rai 3, ha detto: “Non credo sarà necessario attendere il 2022 per avere un vaccino disponibile per tutta la popolazione italiana, perché un prototipo sarà convalidato entro la fine di quest’anno“.

Quando arriverà il vaccino

Il vaccino contro il Covid-19 arriverà, non prima del 2022. E’ questa la previsione di Andrea Crisanti, direttore di microbiologia e virologia presso l’Università di Padova. Prima di essere distribuito, il vaccino deve essere “registrato per fare delle somministrazioni inizialmente limitate nello spazio e nel tempo“.

Poi – ha aggiunto il virologo – se le caratteristiche di sicurezza sono confermate sul campo, verrà prodotto su larga scala. Ma non penso che se ne parli prima del 2022, prima che tutti quanti possano avere accesso a un vaccino che funzioni“, ha replicato Crisanti ospite al programma “Agorà” su Rai 3.

Come convivere con il virus

Convivere col virus significa portarlo a un basso livello di trasmissione in modo da mantenere una qualità di vita decente e portare avanti l’economia“, ha commentato l’esperto. “Si fa solo interrompendo le catene di trasmissioni, ma con 10-12.000 casi al giorno nessun sistema è in grado di farlo“, ha precisato il virologo.

Le difficoltà del tracciamento

Se la App Immuni funzionasse a perfezione e venisse scaricata dal 90% degli italiani, oggi con 10-12.000 casi dovrebbe mandare 150.000-200.000 messaggi al giorno e non c’è sistema che è in grado di gestire questo“, ha spiegato Crisanti sulla reale capacità di tracciamento del virus. “Con la capacità che abbiamo, già non siamo più in grado di fare il tracciamento. Saltata la soglia non funziona più niente. La Lombardia ha avuto l’onestà di dirlo“, ha aggiunto il virologo.

Parole di Alanews

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