Thailandia, attacco in un asilo nido: 31 morti

Arriva ora la notizia di un terribile attacco a un asilo nido in Thailandia, in cui sono morte 30 persone fra cui 23 bambini.

Asilo nido
Asilo nido – Nanopress.it

Non si hanno molti dettagli ancora ma sappiamo che a sferrare l’attacco a colpi di pistola è stato un uomo che poi si è suicidato. Sul caso indaga la Polizia locale di Nong Bua Lam Phu, la provincia dove si trova la struttura.

L’assalto all’asilo nido

Ci troviamo nella provincia di Nong Bua Lam Phu, in Thailandia, dove un ex poliziotto di nome Panya Kamrab ha compiuto una strage di bambini.

L’aggressore era stato licenziato l’anno scorso e forse è stato proprio quello il punto di declino della sua vita, forse sfociato in questo episodio estremo messo in atto per trovare il coraggio poi di suicidarsi.

Sono solo ipotesi quelle della polizia ma di certo l’uomo non era mentalmente stabile, infatti non solo si è recato armato nell’asilo nido dove ha ucciso 31 persone, tra cui 23 bambini, ma poi ha anche sparato alla moglie e al figlio.

Stazione di polizia
Stazione di polizia – Nanopress.it

Infine, la carneficina si è conclusa con il suicidio dell’ex agente.

Il bilancio attuale parla di almeno 31 morti ma le forze dell’ordine sono a lavoro per cercare eventuali altri feriti o vittime fra le macerie della scuola.

L’aggressore

Inizialmente era stata diffusa la notizia che Panya Kamrab fosse fuggito a bordo del suo pick up bianco con targa di Bangkok e la Polizia era sulle sue tracce.

Invece poi c’è stata una rettifica e si è appreso che l’uomo non era fuggitivo, bensì dopo la strage si è recato a casa per uccidere anche la moglie e il figlio. In seguito ha rivolto la stessa arma verso di sé e ha sparato.

Secondo quanto riportato dai media locali, l’uomo era un poliziotto e l’anno precedente aveva perso il lavoro per cause che ancora non sono state rese note.

Sono da chiarire molti dettagli in merito a questo massacro e bisognerà stabilire se sia stato dettato da un momento di disperazione, che lo ha portato poi anche a sterminare la sua famiglia, o da uno stato mentale danneggiato.

Le piccole vittime avevano fra i 2 e i 4 anni e l’uomo le ha uccise con diverse armi, era infatti armato non solo di una pistola ma anche di un fucile. Nella perquisizione del cadavere è anche emerso un coltello.

Dopo la breve fuga iniziale in cui ci sono state serrate ricerche in tutta l’area, il suo corpo è stato trovato senza vita.

Il colonnello Jakkapat Vijitraithaya è a capo delle indagini e ha riferito che nella fuga, l’omicida ha anche investito alcuni pedoni.

L’irruzione nella struttura situata a nord-est della Thailandia, nella città settentrionale di Na Klang, costituisce un episodio abbastanza isolato, infatti non sono molte le sparatorie di massa in queste zone.

L’ultima risale al 2020 in cui un soldato uccise 29 persone in un attacco vicino a Bangkok, solo per sfogarsi dei suoi problemi personali. Che anche in questo caso il movente sia simile? A stabilirlo saranno le indagini, in cui ora ricoprono un ruolo chiave coloro che conoscevano l’ex militare e possono fornire dettagli sulla sua persona.